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	<title>Pillbox.it &#187; Arte</title>
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		<title>Meccanica celeste, Maurizio Maggiani</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 16:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pillbox.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/meccanica-celeste-maurizio-maggiani/" title="Meccanica celeste, Maurizio Maggiani"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=3743&amp;w=180" width="180" height="281" alt="Meccanica celeste, Maurizio Maggiani" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Libri &#8211; Quando si sentono le meccaniche celesti? Quando un bombarolo fa esplodere la fierezza di un popolo di montagna, ne fa confluire la storia
nell&#8217;intensità quotidiana di una vita semplice ma non facile. Quando i ritmi della natura fanno rima con equilibrio e onestà. Quando si sente
il palpitare muto delle montagne che sposano le stelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/meccanica-celeste-maurizio-maggiani/" title="Meccanica celeste, Maurizio Maggiani"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=3743&amp;w=180" width="180" height="281" alt="Meccanica celeste, Maurizio Maggiani" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Libri &#8211; Quando si sentono le meccaniche celesti? Quando un bombarolo fa esplodere la fierezza di un popolo di montagna, ne fa confluire la storia</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nell&#8217;intensità quotidiana di una vita semplice ma non facile. Quando i ritmi della natura fanno rima con equilibrio e onestà. Quando si sente</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">il palpitare muto delle montagne che sposano le stelle in abbracci notturni. Quanddo il corso di una vita si intreccia con la nascita di una nuova</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">creatura. Nel momento in cui tutto si muove con una logica disarmante e incomprensibile: si sente e si vede una meccanica celeste.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non è Maurizio Maggiani a scrivere il libro &#8220;Meccanica Celeste&#8221; è la sua stessa vita che viene filtrata tra carta e inchiostro.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Una lettura non facile, nè tanto meno scontata, bensì un&#8217;occasione di riflessione in cui si analizza centimetro per centimetro il senso dell&#8217;esistenza umana.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Oggi che siamo alla disperata ricerca di un&#8217;alternativa, di un&#8217;opportunità, di un movimento a cui aderire, resta come unica certezza</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">il movimento immobile ed eterno dei cieli.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Link utili:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807017995/Meccanica_celeste/Maurizio_Maggiani.html</div>
<p><strong>Libri</strong> &#8211; Quando si sentono le meccaniche celesti? Quando un bombarolo fa esplodere la fierezza di un popolo di montagna, ne fa confluire la storia nell&#8217;intensità quotidiana di una vita semplice ma non facile. <span id="more-3743"></span>Quando i ritmi della natura fanno rima con equilibrio e onestà. Quando si sente il palpitare muto delle montagne che sposano le stelle in abbracci notturni. Quanddo il corso di una vita si intreccia con la nascita di una nuova creatura. Nel momento in cui tutto si muove con una logica disarmante e incomprensibile: si sente e si vede una meccanica celeste. Non è Maurizio Maggiani a scrivere il libro &#8220;Meccanica Celeste&#8221; è la sua stessa vita che viene filtrata tra carta e inchiostro. Una lettura non facile, nè tanto meno scontata, bensì un&#8217;occasione di riflessione in cui si analizza centimetro per centimetro il senso dell&#8217;esistenza umana. Oggi che siamo alla disperata ricerca di un&#8217;alternativa, di un&#8217;opportunità, di un movimento a cui aderire, resta come unica certezza il movimento immobile ed eterno dei cieli.</p>
<p>Link utili: <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807017995/Meccanica_celeste/Maurizio_Maggiani.html " target="_blank">http://www.lafeltrinelli.it/</a></p>
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		<title>Le Brigate Rosse hanno ucciso Alighiero Noschese</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 08:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[alighiero noschese]]></category>
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		<category><![CDATA[Diego Iaia]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/le-brigate-rosse-hanno-ucciso-alighiero-noschese/" title="Le Brigate Rosse hanno ucciso Alighiero Noschese"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/diego_iaia_la_scomparsa_di_aldo_moro_particolare_2009_acrilico_su_carta_e_carta_adesiva_su_legno_315x315_cm_courtesy_the_gallery_apa.4uh8yt5xgigwo4gs08k04g8kc.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="220" alt="Le Brigate Rosse hanno ucciso Alighiero Noschese" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Arte &#8211; The Gallery Apart apre la stagione 2009-2010 con la prima mostra personale di Diego Iaia. È anzi l&#8217;esordio assoluto di un artista che per molti anni ha prodotto molti cicli di opere di cui il progetto &#8221;Le Brigate rosse hanno ucciso Alighiero Noschese&#8221; è solo il più recente e maturo esempio.
Tutto nasce da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/le-brigate-rosse-hanno-ucciso-alighiero-noschese/" title="Le Brigate Rosse hanno ucciso Alighiero Noschese"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/diego_iaia_la_scomparsa_di_aldo_moro_particolare_2009_acrilico_su_carta_e_carta_adesiva_su_legno_315x315_cm_courtesy_the_gallery_apa.4uh8yt5xgigwo4gs08k04g8kc.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="220" alt="Le Brigate Rosse hanno ucciso Alighiero Noschese" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Arte</strong> &#8211; The Gallery Apart apre la stagione 2009-2010 con la prima mostra personale di Diego Iaia. È anzi l&#8217;esordio assoluto di un artista che per molti anni ha prodotto molti cicli di opere di cui il progetto<span id="more-3168"></span> &#8221;Le Brigate rosse hanno ucciso Alighiero Noschese&#8221; è solo il più recente e maturo esempio.<br />
Tutto nasce da una fascinazione, l&#8217;irresistibile attrazione verso una figura che, moltiplicandosi in innumerevoli rappresentazioni dell&#8217;altro, è riuscito paradossalmente ad interpretare un unicum, l&#8217;Imitatore per eccellenza, senza confronti e condivisioni. Alle trame ancora oscure che segnano la tragica fine dell&#8217;attore, Iaia sovrappone una suggestiva interpretazione che travalica il limite della fantapolitica.<br />
Dopo quattro anni di inspiegabile assenza dagli schermi televisivi, nel 1978 Noschese partecipa al programma “Ma che sera”, condotto da Raffaella Carrà, che però va in onda durante i giorni del rapimento Moro. Tra gli sketch preparati vi è anche l’imitazione dello statista democristiano, che ovviamente non può andare in onda. Il declino di Noschese si acuisce e sconfina nella depressione e il 3 dicembre 1979, a soli 47 anni, si suicida con un colpo di pistola alla tempia nella cappella della clinica romana Villa Stuart, dove è ricoverato. Da qui, la fantasiosa interpretazione di Iaia che, in virtù della proprietà transitiva, attribuisce alle Brigate Rosse la responsabilità della morte di Alighiero Noschese. La vita dell’imitatore Noschese si sovrappone a quella dell’imitato Moro: “Ora l’immagine non può più immaginare il reale, poiché coincide con esso.” (J. Baudrillard, Il delitto perfetto).<br />
Nel progetto dedicato ad Alighiero Noschese giunge a sublimazione la ricerca che Diego Iaia conduce da sempre, in questo caso finendo per deviare verso l’imitazione di un imitatore o il ritratto di un ritrattista, oppure il ritratto di un simulacro, attraverso la pittura, che è di per sé già un simulacro. Iaia tenta di generare un intreccio storico, televisivo e iconografico, nell&#8217;assunto che Noschese, grande imitatore, nello stesso tempo sia stato anche un grande ritrattista, dunque forse un pittore.</p>
<p>SCHEDA TECNICA:<br />
MOSTRA: DIEGO IAIA &#8211; Le Brigate rosse hanno ucciso Alighiero Noschese<br />
LUOGO: The Gallery Apart  – Via della Barchetta, 11 – 00186 Roma<br />
INAUGURAZIONE: 30 settembre 2009 &#8211; ore 18,30<br />
DURATA MOSTRA: 30 settembre – 30 novembre 2009 – mar/sab ore 16-20 e su appuntamento<br />
INFORMAZIONI: tel/fax 06 68809863 – <a href="mailto:info@thegalleryapart.it">info@thegalleryapart.it</a> –  <a href="http://www.thegalleryapart.it">www.thegalleryapart.it</a></p>
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		<title>Jordi Bernet in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 10:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/jordi-bernet-in-italia/" title="Jordi Bernet in Italia"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/torpedo_00_news.6zgdeorhfgg0wg88wwsksw0ok.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="180" alt="Jordi Bernet in Italia" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Arte &#8211; Dopo aver conquistato i lettori con la serie in cinque volumi di Torpedo, Jordi Bernet torna a far visita ai suoi lettori italiani in autunno, quando incontrerà il pubblico in alcune librerie e sarà ospite di Lucca Comics &#38; Games 2009 in cui incontrerà i fan allo stand Edizioni BD e a quello 001 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/jordi-bernet-in-italia/" title="Jordi Bernet in Italia"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/torpedo_00_news.6zgdeorhfgg0wg88wwsksw0ok.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="180" alt="Jordi Bernet in Italia" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Arte</strong> &#8211; Dopo aver conquistato i lettori con la serie in cinque volumi di Torpedo, Jordi Bernet torna a far visita ai suoi lettori italiani in autunno, quando incontrerà il pubblico in alcune librerie e sarà ospite di Lucca Comics &amp; Games<span id="more-3161"></span> 2009 in cui incontrerà i fan allo stand Edizioni BD e a quello 001 Edizioni.<br />
Jordi Bernet è diventato un disegnatore professionista già a quindici anni, riprendendo il personaggio di Doña Urraca ideato dal padre per la Editorial Bruguera. È l’autore spagnolo che meglio ha evocato le atmosfere del cinema noir e, allo stesso tempo, ha saputo mettere le sue matite al servizio del fumetto umoristico con Chiara di Notte. Tra i lavori più importanti, oltre a Torpedo, vi sono Dan Lacombe, Andraz, Sarvan, Custer, Kraken nonché, in casa Bonelli, il “Texone” L’uomo di Atlanta e Jonah Hex per la DC Comics/Vertigo.</p>
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		<title>Manuale di prostituzione intellectuale</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 13:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/manuale-di-prostituzione-intellectuale/" title="Manuale di prostituzione intellectuale"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/manuale_di_prostituzione_intellectuale_collettivo_bauscia.761y7dna040so008sogk0owgc.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="268" alt="Manuale di prostituzione intellectuale" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Libri &#8211; Si intitola “Manuale di prostituzione intellectuale” (Mursia, pagg. 230, euro 14,00) il pamphlet che arriva in libreria in questi giorni a firma Collettivo Bauscia, pseudonimo corale dietro il quale c’è un gruppo di blogger interisti. Il titolo del libro è sia un omaggio dichiarato a José Mourinho, sia un messaggio provocatorio diretto ai giornalisti; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/manuale-di-prostituzione-intellectuale/" title="Manuale di prostituzione intellectuale"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/manuale_di_prostituzione_intellectuale_collettivo_bauscia.761y7dna040so008sogk0owgc.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="268" alt="Manuale di prostituzione intellectuale" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Libri</strong> &#8211; Si intitola “Manuale di prostituzione intellectuale” (Mursia, pagg. 230, euro 14,00) il pamphlet che arriva in libreria in questi giorni a firma Collettivo Bauscia, pseudonimo corale dietro il quale c’è un gruppo di blogger<span id="more-2982"></span> interisti. Il titolo del libro è sia un omaggio dichiarato a José Mourinho, sia un messaggio provocatorio diretto ai giornalisti; il sottotitolo, poi, non lascia spazi a dubbi: “Dal ‘Non vincete mai’ agli ‘scudetti di cartone’, il racconto di anni e anni di attacchi all’Inter.”<br />
I blogger del Collettivo Bauscia, infatti, hanno messo insieme, con un metodo puntiglioso venato d’ironia,  tutto quel che è stato scritto contro l’Inter: falsi scoop, notizie distorte e insabbiate, bugie plateali, commenti velenosi quanto di parte e persino dicerie che a furia di essere raccontate dalla stampa hanno finito per diventare leggende metropolitane. Molti i mandanti, tanti gli esecutori, uno solo il bersaglio: l’Inter.      <br />
Si comincia con il rigore non dato all’Inter il 26 aprile 1998 in occasione della partita Juventus-Inter e le successive polemiche, per finire alla “conferenza stampa che cambiò il calcio” quella in cui lo Special One carica a testa bassa i giornalisti e il mondo del calcio con la famosa frase: “Non mi piace la prostituzione intellectuale”; in mezzo, undici stagioni calcistiche e relative polemiche su  arbitraggi dubbi, Calciopoli, calciomercato, presidenti e allenatori.<br />
I Bauscia, a dispetto del nome che si sono scelti &#8211; bauscia, sbruffoni in milanese &#8211; si rivelano ricercatori metodici: hanno rigorosamente passato ai raggi X articoli, commenti, titoli di giornale, trasmissioni tivù dell’ultimo decennio. Il risultato è un interessante spaccato dell’informazione sportiva dove l’obiettività dei fatti deve fare i conti con interessi economici o politico-sportivi o, più semplicemente, con le passioni calcistiche dei giornalisti. <br />
Per fortuna, scrivono i Bauscia, tra l’Inter e i media adesso c’è Josè Mourinho che, così come ha fatto per quattro anni Roberto Mancini, ha accentrato su  di sé  “gli strali e le accuse” liberando la squadra dall’accerchiamento di giornali e tivù composto da un gruppo molto eterogeneo: da Tuttosport al Giornale, da Giancarlo Padovan ad Alessandro Vocalelli, da Paolo de Paola a Enrico Varriale, da Maurizio Pistocchi a Ivan Zazzaroni, da Mario Giordano a Vittorio Feltri, tanto per citare i più noti.<br />
I tifosi interisti hanno usato il democratico strumento della rete per raccontare la loro verità che quasi mai coincide con quello delle testate ufficiali. Il risultato è un interessante volume che parte dal calcio ma finisce per mettere sotto accusa un intero sistema: quello dell’informazione sportiva.</p>
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		<title>Sintetico Urbano, Souvenirs e Apparizioni</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 12:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/sintetico-urbano-souvenirs-e-apparizioni/" title="Sintetico Urbano, Souvenirs e Apparizioni"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/cerio_1.qrgtjv7x39cwwos04o0gsw00.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="147" alt="Sintetico Urbano, Souvenirs e Apparizioni" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Arte &#8211; L’esposizione esamina il percorso personale dell’artista negli ultimi anni attraverso tre  serie di fotografie: Sintetico Urbano, Souvenirs e Apparizioni, il cui filo conduttore resta per tutte l’elemento del Kitsch come pellicola menzognera e edulcorante della realtà.
L’artista percorre da qualche anno le strade del kitsch che lo hanno condotto attraverso cimiteri per cani e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/sintetico-urbano-souvenirs-e-apparizioni/" title="Sintetico Urbano, Souvenirs e Apparizioni"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/cerio_1.qrgtjv7x39cwwos04o0gsw00.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="147" alt="Sintetico Urbano, Souvenirs e Apparizioni" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Arte</strong> &#8211; L’esposizione esamina il percorso personale dell’artista negli ultimi anni attraverso tre  serie di fotografie: Sintetico Urbano, Souvenirs e Apparizioni, il cui filo conduttore resta per tutte l’elemento del Kitsch <span id="more-2921"></span>come pellicola menzognera e edulcorante della realtà.<br />
L’artista percorre da qualche anno le strade del kitsch che lo hanno condotto attraverso cimiteri per cani e laccate cittadine del sud Italia dove l’intero paesaggio sembra il set di un film anni ’50 o di uno spot di prodotti per famiglie. La scenografia sovraccarica di questi luoghi accosta baite alpine a colonnati neoclassici, centri commerciali moderni a guglie neogotiche.<br />
Reliquia di questo pellegrinaggio, feticcio mistico dell’era del turismo di massa, il souvenir, sul quale l’artista si concentra nella sua seconda serie, abbandona la sua condizione di frivolo oggetto da mensola in cucina per elevarsi, nelle foto di Cerio, ad una dimensione purissima e ascetica in un elegante bianco e nero da straight photography che, interferendo con la fattura approssimata di questi ninnoli, restituisce un immagine eloquente del turismo odierno. Una pratica preconfezionata e ammiccante che nulla ha a che vedere con la realtà delle tradizioni e dei luoghi visitati ne con le persone che li abitano.<br />
L’obiettivo stringe sulla tematica religiosa nella serie di lavori più recente intitolata “Apparizioni” mantenendo però l’attenzione concentrata sul confronto tra desiderio e realtà, ovvero sull’oggetto e la sua “manifestazione”. Le figure di grandi statue di madonne e sante, sembrano emergere da paesaggi rigogliosi come apparizioni mistiche manifestando però immediatamente la loro natura di oggetti piùcchereali, portatori di un significato cultuale pret-a-porter. Contrasti aggressivi e sfondi sfumati stressano l’accento sull’effettiva concretezza di questi feticci, sul loro smaltato manifestarsi che ci rapisce, trasporta e infine ci fa sorridere. La patina del kitsch non fornisce risposte ma scherma la realtà con una lamina che ancora una volta confonde.<br />
Catalogo Sintetico Italiano Silvana editoriale € 20,00.  <br />
Con preghiera di segnalarci l&#8217;eventuale pubblicazione.</p>
<p>Sintetico Italiano<br />
A cura di Angela Tecce<br />
Dal 28 GIUGNO al 28 AGOSTO 2009<br />
CERTOSA DI SAN GIACOMO<br />
CAPRI (NA)<br />
Orari: da martedì a domenica dalle 9.00/14.00<br />
Ingresso libero<br />
Inaugurazione: sabato 27 giugno,  dalle ore 19.00</p>
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		<title>Diario: onirico</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 16:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/diario-onirico/" title="Diario: onirico"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/wesakstupas.23ckv9zerj8k0wko8ko48koww.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="141" alt="Diario: onirico" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Diario &#8211; Sveglia alle 4.30 di mattina. Doccia, caffè, macchinata fino a Malpensa. Calcio nel culo ai passeggeri della macchinata. Macchinata da Malpensa indietro fino a Milano. Casa, fratellino appena sveglio. Colazione, friendfeed, facebook, fratellino, tram, metrò, ufficio. Ufficio, ufficio, ufficio. Banana party. Riuscirò a risvegliare la tigre da goliardo che abita addormentata nel mio spirito?
Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/diario-onirico/" title="Diario: onirico"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/wesakstupas.23ckv9zerj8k0wko8ko48koww.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="141" alt="Diario: onirico" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Diario</strong> &#8211; Sveglia alle 4.30 di mattina. Doccia, caffè, macchinata fino a Malpensa. Calcio nel culo ai passeggeri della macchinata. Macchinata da Malpensa indietro fino a Milano. Casa, fratellino appena sveglio.<span id="more-2823"></span> Colazione, friendfeed, facebook, fratellino, tram, metrò, ufficio. Ufficio, ufficio, ufficio. Banana party. Riuscirò a risvegliare la tigre da goliardo che abita addormentata nel mio spirito?</p>
<p><strong>Se non è il talmid che va dal rabbino è il rabbino che va dal talmid</strong>.<br />
Per ora il mio spirito accompagna il cervello verso le reminiscenze di un sogno intimamente simbolico e mistico.<br />
Un partita di calcio a undici in una grigia e tiepida giornata del maggio russo. Entro in campo a partita quasi terminata e segno il gol decisivo per la mia squadra. I volti slavi dei miei compagni di squadra sono velati di una gioia rassegnata. Segno, mi esalto e gli avversari spariscono dalla scena.<br />
Lo spogliatoio dopo la partita è un luogo freddo, da oratorio: in legno. All&#8217;interno di una cassettina, che sembra fatta per contenere le chiavi delle camere di un albergo, trovo il mio tesserino calcistico: russo! La foto del tesserino ha le sembianza del mio viso ma in bianco e nero e con una pettinatura anni sessanta. Com&#8217;è una pettinatura anni sessanta? Non lo so: ma era &#8217;60s.  Il mio sguardo si volge verso i campanili delle chiese ortodosse che circondano il campo. Che posto strano. Intanto, i miei compagni di squadra, tutti biondi e slavi, mi invitano e a festeggiare la vittoria del torneo con una camminata in montagna. Dopo pochi minuti di cammino realizzo che la camminata sarà più impegnativa<br />
del previsto: stiamo scalando l&#8217;<strong>Himalaya</strong>. All&#8217;inizio del percorso troviamo mercatini, poveri e scarni e pieni di gente sorridente ma con occhi cattivi, affamati. Dopo poche curve incontriamo un gruppo di <strong>quattro rabbini askenaziti</strong>. Il loro incontro mi rasserena. L&#8217;idea di scalare l&#8217;Himalaya non mi faceva stare tranquillo. Con loro mi sento al sicuro. Per sentirmi ancora più al sicuro decido di imparare i loro difficili nomi a memoria. Li ripeto e li ripeto e li ripeto fino a quando non li ricordo perfettamente a memoria. Purtroppo al risveglio ricorderò il nome di uno solo dei quattro rabbini: <strong>Shlomo</strong>.<br />
Nessuno dei quattro rabbini ha detto una parola salendo la montagna. Se non è il talmid che va dal rabbino è il rabbino che va dal talmid.</p>
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		<title>Alla conquista del web</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 10:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/alla-conquista-del-web/" title="Alla conquista del web"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/alla_conquista_del_web.3tqt5be3d5us48wwwsss80gc0.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="274" alt="Alla conquista del web" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Libri &#8211; In pochi anni, Internet ha cambiato la vita di oltre un miliardo e mezzo di persone: Marco Montemagno, uno dei maggiori esperti internazionali di web, e Miska Ruggeri, giornalista specializzato in filologia classica, hanno considerato le implicazioni politiche ed economiche e le opportunità sociali offerte dalla rete in Alla conquista del web (Mursia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/alla-conquista-del-web/" title="Alla conquista del web"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/alla_conquista_del_web.3tqt5be3d5us48wwwsss80gc0.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="274" alt="Alla conquista del web" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Libri</strong> &#8211; In pochi anni, Internet ha cambiato la vita di oltre un miliardo e mezzo di persone: Marco Montemagno, uno dei maggiori esperti internazionali di web, e Miska Ruggeri, giornalista specializzato in filologia classica, <span id="more-2819"></span>hanno considerato le implicazioni politiche ed economiche e le opportunità sociali offerte dalla rete in Alla conquista del web (Mursia, pp. 135, euro 12,00). Il volume, in libreria in questi giorni, è pubblicato nella collana MediaMursia, diretta da Francesco Specchia e dedicata all’approfondimento e alla divulgazione di fenomeni strettamente connessi ai mass media contemporanei.<br />
Marco Montemagno e Miska Ruggeri considerano temi come l’impatto della Rete sui media tradizionali e la trasformazione degli utenti da fruitori a produttori di contenuti e a spettatori di se stessi, offrendo un approccio insolito alla materia, analizzata e raccontata da una prospettiva ‘umana’ e relazionale. Il fondamento di Internet è proprio la socialità dell’azione, particolarmente evidente in fenomeni come il social networking, nei contenuti user generated e in casi emblematici come quello di Barack Obama, passato in appena quattro anni da perfetto sconosciuto a presidente degli Stati Uniti proprio grazie alla Rete: Obama non solo è riuscito a comunicare online con i propri sostenitori ma anche a farli comunicare tra di loro, trasformando 60 milioni di giovani internauti in protagonisti attivi della campagna elettorale.<br />
Caratterizzato da uno stile divulgativo capace avvicinare alla materia anche a anche i non addetti ai lavori, “Alla conquista del web” è corredato da un glossario e da una cronologia essenziale che permettono di orientarsi tra le evoluzioni, i protagonisti e i successi del cosiddetto web 2.0, dal file sharing al citizen journalism passando per Google, Facebook e You Tube.</p>
<p>Marco Montemagno ( Milano 1972) è uno dei maggiori esperti italiani di Internet. Cofondatore di Blogosfere, il più grande network di blog di informazione, cura e conduce Reporter Diffuso su Sky Tg24, programma che tratta di web e evoluzione dei media. É uno dei promotori di Codice Internet, il primo progetto in Italia per divulgare Internet alle persone. Dal 2008 è in tour per piazze e teatri italiani con The Internet Show, per presentare le opportunità offerte dalla rete.</p>
<p>Miska Ruggeri (L’Aquila 1972) è laureato in Lettere Classiche alla Sapienza di Roma. Giornalista professionista dal 1997, lavora attualmente a «Libero», dove si occupa di politica e cultura. Scrive anche recensioni sul «Foglio» e reportage per i «Viaggi del Sole». Tra i suoi libri, Poseidonio e i Celti (Firenze 2000).</p>
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		<title>Fanculo amore</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 10:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/fanculo-amore/" title="Fanculo amore"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/grasselli.f23g2y73mtc0co80w0wsc0oww.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="273" alt="Fanculo amore" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Libri - &#8220;Fanculo amore”: è provocatorio sin dal titolo il nuovo romanzo di Pier Francesco Grasselli, giovane scrittore emiliano che nel suo quarto romanzo si mette in gioco in prima persona per raccontare le disavventure sentimentali di un giovane alla prese con la passione per la scrittura, la voglia di amare e un mondo dove non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/fanculo-amore/" title="Fanculo amore"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/grasselli.f23g2y73mtc0co80w0wsc0oww.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="273" alt="Fanculo amore" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Libri </strong>- &#8220;Fanculo amore”: è provocatorio sin dal titolo il nuovo romanzo di Pier Francesco Grasselli, giovane scrittore emiliano che nel suo quarto romanzo si mette in gioco in prima persona<span id="more-2815"></span> per raccontare le disavventure sentimentali di un giovane alla prese con la passione per la scrittura, la voglia di amare e un mondo dove non sembra esserci posto per lui.<br />
Edito da Mursia (pagg,272; euro15,00) “Fanculo amore” è da oggi in libreria.<br />
Dopo la trilogia della generazione dannata &#8211; che ha raccontato nei romanzi L’ultimo cuba libre, All’inferno ci vado in Porsche e Ho scaricato Miss Italia, tutti editi da Mursia – Grasselli abbandona il ruolo di osservatore delle vite dei suoi coetanei per diventare narratore di una storia dal sapore autobiografico dove l’amore per le donne e per la scrittura vanno in parallelo.<br />
Un capitolo dopo l’altro il giovane aspirante scrittore, protagonista di questo romanzo, accumula rifiuti dalla ragazza di cui si è innamorato e dalle case editrici.<br />
“Non ci mandi altri dattiloscritti se non dietro esplicita richiesta”, gli intima in una lettera una casa editrice dopo aver rifiutato il suo romanzo. “Non uscirò mai con te nemmeno se fossi l’ultimo uomo rimasto sulla terra”, gli sibila Sabrina mentre lo molla in mezzo a un parcheggio.<br />
Mentre le lettere di rifiuto degli editori si accumulano e il rapporto con Sabrina non decolla, la famiglia lo incalza perché dia qualche segnale di maturità: un lavoro sicuro, un rapporto stabile. Stretto tra senso di fallimento e determinazione a difendere i propri desideri il giovane protagonista si prende più di una pausa davanti a qualche long drink. E il “fanculo amore” che risuona nel titolo altro non è che il grido rabbioso di chi non riesce a trovare il suo giusto posto nel mondo.<br />
Con uno stile che mescola ironia e amarezza questo romanzo mette in scena l’eterno scontro tra i sogni e la realtà, tra la voglia di avventura e il desiderio di amore, tra la paura e l’ineluttabilità del diventare adulti.<br />
Un romanzo di formazione moderno: crudo nel linguaggio ma delicato e tenero quando si addentra nelle sofferenze nascoste di un giovane dei nostri tempi, fragile e forte.<br />
 <br />
Pier Francesco Grasselli è nato nel 1977 a Reggio Emilia e vive a Roma. È autore dei romanzi L’ultimo Cuba Libre (Mursia, 2006. 4 ristampe), All’inferno ci vado in Porsche (Mursia, 2007. Due ristampe), Ho scaricato Miss Italia (Mursia, 2008) .<br />
Segnalati dalla critica come &#8220;Romanzi cattivi&#8221;, &#8221; ritratto di una generazione&#8221; , le sue opere si sono imposte per l’originalità dello stile narrativo e la durezza delle vicende che raccontano.<br />
Con la sua scrittura veloce e politicamente scorretta, Grasselli lancia racconta modo crudo le cattive abitudini dei rampolli &#8220;bene&#8221; del Nord Italia e la realtà dei ragazzi di oggi. I protagonisti dei suoi romanzi sono spregiudicati playboy, &#8220;femme fatale&#8221; dei giorni nostri dalle curve mozzafiato, giovani problematici che si perdono in vortici di sesso alcol e droga, figli di papà belli e dannati con alle spalle famiglie &#8220;incasinate&#8221;.</p>
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		<title>Mariana Ferratto: Inside#4</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 13:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/mariana-ferratto-inside4/" title="Mariana Ferratto: Inside#4"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/mariana_ferratto_nascondino_2009_videoanimazione_courtesy_the_gallery_apart.akxzl4mh96w48ggk0448ss0wg.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="125" alt="Mariana Ferratto: Inside#4" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Arte - Per il quarto appuntamento INSIDE, The Gallery Apart propone nella sua sede di via della Barchetta 11 la videoanimazione Nascondino, ultimo lavoro di Mariana Ferratto che si affianca alla videoinstallazione I pesci rossi crescono in base alla dimensione dell’acquario, contemporaneamente in mostra presso la Fondazione Adriano Olivetti di Roma.
Anche in questo caso si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/mariana-ferratto-inside4/" title="Mariana Ferratto: Inside#4"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/mariana_ferratto_nascondino_2009_videoanimazione_courtesy_the_gallery_apart.akxzl4mh96w48ggk0448ss0wg.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="125" alt="Mariana Ferratto: Inside#4" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Arte -</strong> Per il quarto appuntamento INSIDE, <strong>The Gallery Apart</strong> propone nella sua sede di via della Barchetta 11 la videoanimazione Nascondino, ultimo lavoro di Mariana Ferratto che si affianca alla videoinstallazione I pesci rossi <span id="more-2358"></span>crescono in base alla dimensione dell’acquario, contemporaneamente in mostra presso la Fondazione Adriano Olivetti di Roma.<br />
Anche in questo caso si tratta di una prima volta. Così come ne I pesci rossi crescono in base alla dimensione dell’acquario l’artista, finora sempre impegnata nella realizzazione di video che la vedevano attrice protagonista, esordisce nel ruolo di regista lavorando con una troupe e con altri attori, con Nascondino Mariana Ferratto si cimenta per la prima volta con la tecnica della videoanimazione, proponendoci una storia breve ed eterea che al primo impatto produce un cortocircuito tra lo spessore del lavoro di produzione, che comporta centinaia e centinaia di disegni a formare pochi secondi di movimento, e la levità dell’immagine restituita.<br />
Con una resa volutamente primaria e quasi infantile nel tratto, a sottolineare l’essenzialità della materia trattata, Ferratto torna su problematiche tipiche della sua poetica, riconducibili fondamentalmente all’identità di genere e ai rapporti interpersonali, in questo caso alla relazione tra uomo e donna.<br />
Le immagini, nel contempo esplicite e misteriose, coltivano il dubbio e l’ambiguità, nell’intento da una parte di rendere il punto di vista dell’artista e dall’altra di rappresentare per lo spettatore una base di lancio dei propri pensieri e delle proprie visioni. Pochi secondi per affermare l’immagine complessa di relazioni fondate sulla complementarietà, sulla dipendenza, sulla competizione, sulla sopraffazione, sull’amore e sul dolore, poi l’artista lascia il campo ai sogni e agli incubi di ciascuno.<br />
Mike Samaniego ha composto la colonna sonora originale del video, una libera reinterpretazione dell’aria di Papageno de Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart.<br />
 <br />
<strong>SCHEDA INFORMATIVA</strong>:<br />
MOSTRA: MARIANA FERRATTO,  INSIDE #4<br />
LUOGO: The Gallery Apart  – Via della Barchetta, 11 – 00186 Roma<br />
INAUGURAZIONE: Venerdì 3 aprile 2009 &#8211; ore 18,30<br />
DURATA MOSTRA: 3 aprile  – 4 maggio 2009<br />
ORARI MOSTRA: dal lunedì al sabato 16,00-20,00<br />
INFORMAZIONI:The Gallery Apart – tel/fax 0668809863 – <a href="mailto:info@thegalleryapart.it">info@thegalleryapart.it</a><br />
C.V. MARIANA FERRATTO</p>
<p>PERSONALI</p>
<p>2005  Why?, The Gallery Apart presso la Fondazione Pastificio Cerere, Roma<br />
WorkUp, rassegna di arte contemporanea, Parafò, Roma</p>
<p>PRINCIPALI COLLETTIVE</p>
<p>2008 N.EST 2.0 – The making of the city/Disegna la tua città, Museo MADRE, Napoli<br />
All day video &amp; sound Art. Works selected by indipendent curators, Boots Contemporary Art Space of the Contemporary Art Museum, St. Louis, Missouri &#8211; USA<br />
Videoteque in Calypso, Sala Rekalde, Bilbao<br />
XIII Biennale dei Giovani Artisti dell&#8217;Europa e del Mediterraneo, Fiera del Levante, Bari <br />
Spazi Aperti 6, Accademia di Romania, Roma<br />
Rec Mode 01, Video-Rassegna internazionale delle Accademie di Belle Arti &#8211; Premio Valentina Moncada, Galleria Valentina Moncada, Roma <br />
“HELP YOURSELF” become an ego lover, Cordy House, Londra<br />
Streams of consciousness – sei artisti contemporanei, Palazzo Grassi, Chioggia<br />
Lucania Film Festival, rassegna di videoarte VIDEOCRAZIA, Pisticci (Matera)<br />
ABRE TUS OJOS, sedi varie, Buenos Aires, Argentina<br />
Itinerant Visions, in the frame of Vision Forum, organised by White Space , Zurich (CH)</p>
<p>2007  V Festival Internacional del Cine Pobre, Gibara, Cuba<br />
Spazi aperti 5, Accademia di Romania, Roma<br />
Isola Video 2006 strong&gt;, Studio Stefania Miscetti, Roma<br />
Attori/Spettatori, Auditorium Parco della Musica, Fondazone Alda Fendi, Brancaleone, Roma<br />
Latinolatino, Lamarque Museum &amp; Artlab, Maglie (Le)</p>
<p>2006  Dissertare/Disertare, Centro internazionale per l’arte contemporanea, Castello Colonna,<br />
Genazzano (RM)<br />
Video Island, Isola Tiberina, Roma<br />
Isola Video 2006, percorso video per raccontare il territorio, Isola delle Femmine (PA)<br />
Give Me Two Times, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea MLAC, Roma<br />
Premio Razzano, Museo del Sannio, Benevento<br />
Almadromestica, esplorazione del quartiere Pigneto attraverso 7 appartamenti occupati dall’arte<br />
Libero Accesso, secondo festival delle arti visive a Ceglie Messapica</p>
<p>2005  Take five, Galleria VM21, Roma</p>
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		<title>Afrika! Afrika!</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 12:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[andrè heller]]></category>
		<category><![CDATA[Doudou Diène]]></category>
		<category><![CDATA[Georges Momboye]]></category>
		<category><![CDATA[Kofi Annan]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/afrika-afrika/" title="Afrika! Afrika!"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/kontorsion2.3h8p81slo1gkww08o84o0gso4.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="120" alt="Afrika! Afrika!" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Teatro - Nella sua recensione di AFRIKA! AFRIKA!, la rivista tedesca Der Spiegel ha definito questo spettacolo “il regno degli artisti di strada e il luogo ideale dove assaporare il gusto della vita”. Con questo show, dice il canale televisivo ZDF, André Heller, il famoso artista multimediale viennese ideatore e regista del lavoro,  sta facendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/afrika-afrika/" title="Afrika! Afrika!"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/kontorsion2.3h8p81slo1gkww08o84o0gso4.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="120" alt="Afrika! Afrika!" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Teatro -</strong> Nella sua recensione di AFRIKA! AFRIKA!, la rivista tedesca Der Spiegel ha definito questo spettacolo “il regno degli artisti di strada e il luogo ideale dove assaporare il gusto della vita”. <span id="more-2352"></span>Con questo show, dice il canale televisivo ZDF, André Heller, il famoso artista multimediale viennese ideatore e regista del lavoro,  sta facendo un grande regalo al pubblico, agli artisti e a un intero continente. Non capita spesso, ma i critici questa volta esprimono giudizi unanimi nei confronti di questa forma di teatro che somiglia molto ad un family show. Il Frankfurter Allgemeine Zeitung ha addirittura scritto: “I medici dovrebbero prescrivere AFRIKA! AFRIKA! a scopo terapeutico !”. E il consiglio in effetti sembra sia stato seguito se si pensa alle lunghe code per accaparrarsi i biglietti. Durante il tour in Germania e Austria, i calendari sono stati modificati in continuazione per soddisfare la domanda e aggiungere date dopo date è stata la regola. Dalla prima mondiale del 14 dicembre 2005, più di 2 milioni di spettatori si sono fatti scaldare dai raggi del sole a colori di AFRIKA! AFRIKA!.</p>
<p>La sensuale scoperta dell’Africa da parte di André Heller incanta il pubblico grazie al suo ritmo, all’energia e a un gusto della vita altamente contagiosi. I visitatori vedono un’Africa molto diversa da quella stereotipata dei media. Incontrano un continente che è un inestimabile tesoro di tradizioni culturali e di creatività. La troupe ha attraversato l’Africa per due anni, dal Mali al Marocco, dall’Egitto al Sudafrica, lungo tutte le coste fino al cuore del continente, alla ricerca degli artisti e delle performance migliori. Ha inoltre reclutato oltre 100 artisti, tra funamboli, cantanti, danzatori, musicisti, tra quei discendenti della grande migrazione, la diaspora africana, che  ha portato nei secoli gli africani tanto nelle Americhe che in Europa e Medioriente: praticamente un lavoro di casting planetario per trovare sempre qualcosa di veramente speciale. </p>
<p>L’obiettivo di André Heller era di dare agli africani un palcoscenico europeo abbastanza ampio da rendere giustizia al continente e sul quale esprimere la loro arte. “La sua Africa”, ha scritto la rivista Stern, “si è concretizzata in quella che aveva immaginato: una magnifica scenografia, acrobati spettacolari e costumi ricchi di fantasia che si richiamano a mitiche creature o a divinità di mondi diversi”. André Heller vuole condurre il pubblico in questo altro mondo. Ci riesce con giocolieri e artisti che muovono i corpi come serpenti, che “interpretano” i movimenti con il rigore di grandi attori che sul palcoscenico restituiscono al verbo inglese “to play” il giusto valore semantico: recitazione e gioco, divertimento, appunto.   <br />
Molti di questi artisti vengono addestrati nelle scuole africane che partecipano al progetto AFRIKA! AFRIKA!. Col supporto materiale e logistico dell’Afrikanischer Zirkus, importante istituzione afro/tedesca, gli artisti attingono alle loro culture come fonte d’ispirazione per elaborare i numeri proposti nello show.</p>
<p>Oltre alla qualità artistica dell’intero spettacolo, maschere e costumi, musica e danze fanno di AFRIKA! AFRIKA! un’esperienza davvero magica.<br />
Alcuni elementi ci colpiscono profondamente, entrano nella mente evocando figure mitiche comuni a tutte le nazionalità e religioni, danno potere alla fantasia e segnano il puro trionfo delle emozioni. Una galleria di corpi, volti, suoni, colori per un’arte contemporanea ed insolita che ci aiuta a capire cosa realmente significhi l’Africa oggi. Una concreta forma di autoespressione che va decisamente verso la cognizione di una identità nazionale: africani, non più solo kenyoti, egiziani o congolesi. Non una idea astratta ma un vero progetto culturale da sviluppare e sostenere in modo concreto:per questo il Goethe-Institut e la commissione tedesca dell’Unesco per la cultura africana ”Art in Africa”, riceveranno un euro per ogni biglietto venduto per il finanziamento di future iniziative. </p>
<p>MILANO &#8211; MEDIOLANUM FORUM<br />
INFO: 199.177.199<br />
GRUPPI: 02 33.01.00.25/28/31</p>
<p>PLATEA GOLD 70,00 7,00 77,00<br />
PLATEA  64,00 6,00 71,00<br />
TRIB PARTERRE  + TRIB BASSA CENTRALE 55,00 5,00 60,00<br />
TRIB BASSA LATERALE 45,00 5,00 50,00<br />
TRIB ALTA CENTRALE 36,00 4,00 40,00<br />
TRIB ALTA LATERALE 30,00 3,00 33,00</p>
<p>Rappresentazioni:<br />
martedì, mercoledì, giovedì ORE 21.00<br />
venerdì e sabato ore 16.00 e ore 21.00<br />
domenica ore 16.00<br />
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AFRIKA! AFRIKA!<br />
MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU<br />
KOFI A. ANAAN<br />
27 dicembre 2006</p>
<p>AFRIKA! AFRIKA! ci offre un’immagine scintillante del continente africano che va oltre stereotipi come povertà e conflitti, grazie a un autentico caleidoscopio di espressioni artistiche e culturali. Attraverso la musica e la danza, rende omaggio alla straordinaria diversità culturale dell’Africa e del nostro mondo nel suo complesso. Offre un palcoscenico sul quale artisti e creatori africani possono esprimersi pienamente e liberamente.</p>
<p>In questo modo, AFRIKA! AFRIKA! ci invita ad affrontare con rinnovata energia e immaginazione le sfide cui il continente africano e il mondo in generale sono chiamati a sostenere. Risponde all’urgente necessità di un dialogo fra le civiltà, dimostrando che tale dialogo deve fondarsi sulla reciproca comprensione fra popoli e culture. E porta al pubblico europeo la dimensione più umana del nostro patrimonio comune. Come africano e Segretario Generale, sono orgoglioso di essere un vostro fan.<br />
Kofi A. Annan</p>
<p><strong>André Heller: l’ideatore</strong><br />
André Heller è nato a Vienna nel 1947. E’ uno degli artisti multimediali più influenti e di successo nel mondo. I suoi lavori comprendono opere artistiche botaniche, “wunderkammern”, pubblicazioni in prosa e processioni, nonché rappresentazioni circensi e varietà. Come chansonnier ha venduto milioni di dischi con le sue canzoni, ha creato sculture aeree e galleggianti e contribuito alla progettazione del parco dei divertimenti avveniristico Luna Luna. André Heller ha lavorato a film e spettacoli pirotecnici, costruito labirinti e prodotto opere teatrali e show. I suoi lavori sono stati rappresentati da Broadway al Burgtheater di Vienna, dall’India alla Cina e dal Sudamerica all’Africa.<br />
Ha pubblicato 14 libri, compresi audiolibri come “Die Ernte der Schlaflosigkeit in Wien”, “Auf und Davon”, “Schlamassel” e “Als ich ein Hund war”, il romanzo “Schattentaucher”, il volume di poesie “Sitzt ana, und glaubt, er is zwa” (insieme a Helmut Qualtinger) e i libri fotografici “Jagmandir – Traum als Wirklichkeit” e “Die Zaubergarten des André Heller”.<br />
Ha ricevuto decine di premi internazionali. Le opere e i progetti di André Heller sono stati oggetto di 21 documentari, fra i quali quelli di Werner Herzog, H.J. Syberberg e Elsa Klensch.<br />
André Heller vive a Vienna, in Lombardia e on the road.</p>
<p><strong>AFRIKA! AFRIKA!<br />
Di André Heller</strong><br />
Molti dei miei progetti nascono in me, mi lasciano una leggera impressione, quindi svaniscono velocemente dalla mia mente. Altri sono più forti: restano anni o addirittura decenni e vogliono essere realizzati. Le prime idee e annotazioni sul circo africano risalgono al 1973. Mi trovavo in vacanza in Marocco già da qualche mese, quando mi capitò di assistere a uno spettacolo itinerante e a un festival musicale a Zagora, una città ai bordi del Sahara e base di una pittoresca truppa cammellata delle forze armate marocchine. Una sera, artisti provenienti dalle più disparate località si esibirono tutti insieme come figure uscite da una fiaba, mandando in visibilio gli spettatori, tra i quali un giovanotto di ventisei anni reduce dalla grigia scena artistica viennese.<br />
Nei decenni seguenti, ho viaggiato spesso in tutta l’Africa per lavoro o in cerca di ispirazione. Il rispetto che provo per gli uomini e le donne che ho conosciuto è alto come la cima del Kilimangiaro: gente che impara ed esercita l’arte nelle situazioni più difficili, che vive i propri sogni con volontà e ottimismo incredibili. Decisi così di creare per la loro arte una piattaforma itinerante che fosse degna del loro talento, uno spazio di sensuale bellezza dotato di luci e suoni professionali con cui mostrare al pubblico cosa fossero in grado di fare: di essere cioè maestri della propria arte, come quei tradizionali maestri che sanno entusiasmare i nostri spettatori viziati.<br />
L’arte circense africana è, per molti aspetti, impossibile da paragonare ad altre forme artistiche, poiché danza e acrobazie ne sono parte integrale, senza contare il fatto che canto e musica, atletismo e spiritualità sono insiti nella sua profonda sincerità e contagiosa ilarità. E’ al tempo stesso la più popolare e impegnativa delle arti, un’arte che rinnova l’esperienza comune in un luogo pubblico. Solo performance di altissima qualità, di fortissima intensità, originalissime e piene di ritmo, tali da incantare il pubblico di ogni parte dell’Africa, dal Senegal a Zanzibar, dall’Egitto al Botswana, dal Mali al Congo.<br />
La nostra visione dell’Africa è quella di un continente in preda a continue catastrofi: guerre, fame, Aids, corruzione e instabilità politica. Una visione modellata dai mezzi d’informazione, eppure l’Africa è un continente tre volte più grande dell’Europa e con una popolazione doppia rispetto agli Stati Uniti. Ma quello che è meno noto è che dall’indubbia sofferenza e dalla durezza del vivere è scaturito in Africa uno spirito artistico così alto. AFRIKA! AFRIKA! è un tentativo di proporre alcuni aspetti culturali di questo meraviglioso continente agli occhi e alle orecchie dell’occidente. Un lavoro non così difficile per una conferenza di antropologi ed etnologi!<br />
E’ uno show spettacolare e appassionante per persone di ogni età e livello culturale, e che riesce tuttavia a destare interesse per culture tanto diverse e a meritare il rispetto per gli artisti. Spero che la sfrenata gioia di vivere e il dinamismo che irradiano dal palco i nostri bravissimi ospiti africani sapranno ispirare anche voi e che, al termine dello spettacolo, lascerete il nostro palazzo con la gaiezza nel cuore.</p>
<p><strong>Georges Momboye<br />
Il coreografo<br />
</strong>Georges Momboye è uno dei massimi rappresentanti della danza africana, non solo in Francia, dove vive la maggior parte del tempo, o nel suo paese natio, la Costa d’Avorio, ma in tutto il mondo. Nipote di un capotribù che era responsabile per le cerimonie e le danze rituali, la danza ha fatto parte della vita di Momboye sin dall’infanzia. In seguito, ha studiato danza africana, balletto contemporaneo e jazz al National Ballet della Costa d’Avorio. Ha studiato con Alvin Alley, Brigitte Matenzi, Rick Odums e Gidèle Houri, per citarne alcuni. La fusione di danza moderna occidentale e tradizioni africane è stata per lui un richiamo tanto irresistibile da indurlo ad andare a New York e Parigi, dove nel 1992 ha fondato una sua compagnia di danza. Artisti, musicisti e danzatori africani o di origine africana lavorano fianco a fianco con i rappresentanti delle compagnie di danza moderna. Da anni Georges Momboye insegna danza agli allievi attraverso laboratori internazionali. Alcune delle sue produzioni, come “Háry János” di Zoltán Kodály, “Prélude à l’après-midi d’un faune” di Claude Debussy e “La sagra della primavera” e “Clair de lune” di Igor Stravinsky, hanno avuto l’onore dei teatri dell’opera.</p>
<p>AFRIKA! AFRIKA! è per Georges Momboye “un’opportunità che capita una volta nella vita di presentare la sua patria in un modo diverso da quello abitualmente percepito in Occidente”, una sfida che l’artista ha accettato con entusiasmo. “Il solo modo per capire la cultura africana è attraverso la danza”, dice Momboye, “perché in Africa la danza non è solo una produzione estetica o un evento isolato. Al contrario, sin dai tempi più remoti fa parte di tutti i palcoscenici della vita, un’espressione spontanea di emozione e un’arte associata a molte delle attività umane, come ad esempio la caccia. Ecco perché le acrobazie ne sono una componente fondamentale”.<br />
<strong><br />
Doudou Diène<br />
Relatore Onu</strong><br />
Doudou Diène è nato in Senegal, ha studiato filosofia e scienze politiche conseguendo il dottorato in legge. Dal 2002 è relatore speciale delle Nazioni Unite sulle forme contemporanee di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza nel mondo. In precedenza, dal 1993 al 2002, è stato responsabile della Divisione per il Dialogo Interculturale e Interreligioso dell’Unesco.<br />
Da queste esperienze è nato l’interesse di Doudou Diène per il progetto AFRIKA! AFRIKA! di André Heller, al quale collabora in qualità di consulente. Il progetto sostiene lo sforzo di Diène per salvaguardare la diversità culturale del continente africano. Diène è convinto che la cultura sia minacciata da un razzismo continuo e inconscio e da una sfrenata globalizzazione. Un aspetto significativo della sua attività comprende il sostegno all’educazione dei minori affinché apprendano la tolleranza e la fiducia nella propria cultura.</p>
<p><strong>Doudou Diène<br />
Uno sguardo diverso sulla cultura africana<br />
</strong>“L’uomo bianco vede solo ciò che conosce”, dice un vecchio adagio africano. Questo ci ricorda i pregiudizi con i quali i padroni bianchi affrontarono i popoli e le culture africane durante il periodo coloniale. Da allora ben poco è cambiato e si continua con questo equivoco. Oggi i contatti dell’Occidente con l’Africa sono ancora remoti, basati sui resoconti dei media sulla povertà e le catastrofi del continente. E i pregiudizi razziali sul “continente nero” continuano come sempre, siano essi consapevoli o meno. L’Africa è vista come un’entità estranea, un buco nero dal quale nessuna luce può scaturire.<br />
La tesi principale addotta per legittimare la schiavitù e lo sfruttamento coloniale era la presunta inferiorità della cultura e della civiltà africane. Oggi questa prospettiva ristretta continua a essere assai diffusa a causa delle sue profonde radici, come suggerisce il vecchio adagio africano citato in precedenza. In Europa, l’Africa è sempre stata dipinta come un continente afflitto da povertà, malattie e catastrofi. Se osserviamo il messaggio subliminale insito in questa visione, vediamo che è la logica conseguenza del pregiudizio di antica data per cui le culture africane erano inferiori. Continuare con questa attitudine mentale significa negare all’Africa la capacità di decidere del proprio destino per guarire i suoi malesseri sociali.<br />
Invece di vedere il sottosviluppo dell’Africa dal punto di vista della sua storia e dei problemi che discendono, in parte, dal suo passato, tutti gli aiuti umanitari destinati al continente continuano a essere inviati secondo una logica irrazionale e razzista fin tanto che il mondo si rifiuterà di capirne la cultura. Troppo spesso, in Occidente, la ricchezza della cultura africana viene degradata a folklore esotico. Nei casi peggiori, essa è vista come espressione collettiva di usanze quotidiane che hanno un certo valore estetico ma difettano di significati più profondi e non fanno che confermare il carattere primitivo della cultura africana. Questo quadro distorto della cultura africana è in realtà fonte di razzismo e discriminazione, una nube che incombe su tutte le relazioni tra Europa e continente africano.<br />
E’ un’impressione che risale alla preistoria e che ha poco a che vedere con la realtà, ed è il prodotto di un’ignoranza culturale. Solo lavorando insieme per insegnare e scambiare idee sarà possibile stabilire un rapporto nuovo e sostenibile tra Africa e Occidente.<br />
Questo dialogo è tanto più necessario oggi che i due mondi non sono più separati come galassie ma cooperano in vari settori, formando un unico gruppo multiculturale e multietnico. Schiavitù, sequestri, colonizzazione e immigrazione hanno dato all’Africa una reputazione che travalica i suoi confini. In Europa e Nord America gli africani si sentono uniti da un’identità forte e da altre culture che li hanno influenzati dall’esterno.<br />
Ecco perché è tempo che l’Europa cominci a prendere coscienza dei propri pregiudizi e di tutte le conseguenze di queste false impressioni. Questo è probabilmente il modo migliore per lavorare contro le potenti forze della globalizzazione. La minaccia di un livellamento culturale può essere scongiurata solo con scambi culturali, in modo da conoscerci e comprenderci reciprocamente. Questa soltanto è la giusta via, un sentiero che porta all’affinità culturale. Con la sua visione di AFRIKA! AFRIKA!, André Heller ci è riuscito, il suo progetto aiuterà il nuovo “homo europaeus” ad ampliare gli orizzonti del suo riconoscimento e della sua comprensione nei confronti della cultura africana.</p>
<p><strong>Afrikanischer Zirkus GmbH<br />
I Produttori<br />
</strong>L’Afrikanischer Zirkus GmbH è una controllata al 100 per 100 di Prime Time Entertainment AG. Le due società sono guidate da Matthias Hoffmann. Nel 1970, quando era ancora uno studente ma già allestiva i primi concerti e spettacoli, Hoffmann creò la sua prima compagnia, la Hoffmann Concerts. Nel 1975 aveva già al suo attivo l’allestimento di oltre 100 concerti l’anno. La compagnia ha continuato a crescere e oggi è tra le maggiori organizzatrici di concerti in Germania.</p>
<p>Nel 1986 Hoffmann espande l’attività aprendo la filiale Hoffmann Classics con la quale rappresenta artisti del calibro di José Carreras e Placido Domingo. Dal 1989 al 1993 Matthias Hoffmann collabora con André Heller alla produzione del Circo di Stato cinese. Nel 1990 il produttore con base a Mannheim concentra le energie sull’allestimento di concerti classici. C’è lui, infatti, dietro le quinte delle grandi produzioni di concerti rappresentate in teatri di grande capienza e di produzioni mondiali con José Carreras, Placido Domingo e Montserrat Caballé. In seguito, Hoffmann fonda una società americana, la Hoffmann Concerts Inc., e apre uffici a New York, Londra e Vienna. Il quartier generale della compagnia resta però a Mannheim. Nel 1996 Hoffmann organizza un tour mondiale dei Tre Tenori in 13 stadi con più di 100 milioni di spettatori. Dal 2001 al 2005 la Deutsche Arena GmbH &amp; Co. KG (che nel novembre 2007 si fonde con Prime Time Entertainment AG), con sede a Mörfelden, produce la composizione fantastica Eckart Witzigmann Palazzo, facendo di Palazzo degli Specchi un leader nel settore dei teatri-ristorante della Germania.<br />
Nel 2005, l’Afrikanischer Zirkus GmbH &amp; Co. (oggi Afrikanischer Zirkus GmbH) vede la luce a Vienna con la consulenza della società Artevent Gmbh. Infine, nel novembre del 2007 viene fondata la Prime Time Entertainment AG.</p>
<p><strong>Artevent GmbH</strong><br />
Negli ultimi vent’anni, Artevent ha ideato e prodotto progetti artistici di altissima qualità e di grande successo internazionale, gestendo anche le opere di André Heller. Artevent ha raggiunto milioni di persone con i suoi Swarovski Crystal World e Football Globus, messi in scena per conto del governo federale tedesco, e con le cerimonie di apertura e chiusura della World Cup 2006 sponsorizzate dalla DFB, la federazione calcistica tedesca. Artevent produce spettacoli propri e offre consulenza a investitori e altri produttori, come sta attualmente facendo con l’Afrikanischer Zirkus GmbH per il tour di AFRIKA! AFRIKA!. Robert Hofferer è il direttore di Artevent GmbH a Vienna. Per maggiori informazioni, visitate il sito <a href="http://www.artevent.at">www.artevent.at</a>.</p>
<p>PRIMO PIANO<br />
in collaborazione con OFFICINE SMERALDO<br />
presenta</p>
<p>AFRIKA ! AFRIKA !<br />
Una esperienza sensoriale diventata grande spettacolo  conquista pubblico e critica</p>
<p>Milano -  Mediolanumforum 28 aprile &#8211; 3 maggio</p>
<p>Il tour proseguirà a<br />
Roma &#8211; Palalottomatica 5 maggio  &#8211; 9 maggio</p>
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