Interviste

Intervista a Non Giovanni

Intervista a Non Giovanni
Ciao Giovanni: chi / cosa ti ha spinto nella magica terra del cantautorato?
La musica mi ha sempre attratto in forma di chitarre appese ai muri di case altrui, fin da bambino.
Salvo poi capire che avrei potuto possederne una comprandola, e imparare a suonarla con qualche lezione. Scrivere è una delle poche cose che mi piace fare veramente, ed anche questo, da che mi ricordi, l’ho sempre fatto. L’unione delle due cose è stata quasi automatica. Un bisogno, un istinto.
Dicci la verità: De Andrè lo ascolti parecchio?
Mi ricordo ancora quando ridevo ascoltando la parola “puttana” che De André pronuncia a un certo punto de “Il testamento”. Ero piccolo e mi piacevano le parolacce.
Piano piano ho imparato ad apprezzare anche altri aspetti.
Incontrare De Andrè a qualsiasi età è una cosa che può fare solo bene. Io l’ho scoperto e riscoperto a più riprese fin’ora, e mi piace pensare che sia sempre li come una fonte inesauribile di risorse cui attingere quando ne avrò bisogno. A differenza di tanti altri ascolti De Andrè non mi ha mai stancato. Non lo ascolto ogni giorno né abitualmente, come facevo ai tempi del fascinamento adolescenziale, ma resta per me una certezza. Un amico lontano, con cui non mi sento mai, ma che ogni volta che rivedo è una gioia.
Svelaci un altro segreto d’artista: come nascono le tue canzoni?
Le mie canzoni nascono con un parto assistito.
Questo giusto per togliermi la soddisfazione di rivoltare i versi di una famosa canzone..
Detto ciò ti dico, davvero non è così semplice. Anzitutto nessuna canzone segue lo stesso processo di un’altra. Alcune nascono da un’idea, altre da un gioco di parole, alcune partono dalla musica, altre dal testo. In linea di massima posso dirti che io scrivo di solito tutto insieme.
Ho spesso bisogno di molto tempo, a parte qualche caso di ispirazione dionisiaca in cui scrivo tutto di getto. Mi piace curare le parole anzitutto. Mi diverto ad incastrarle e a far si che scorrano senza intoppi metrici. La musica, e questo potrebbe essere un difetto, la vedo come un supporto.
In generale musica e parole, che insieme vanno a formare una canzone sono a mio parere una magia, un incantesimo che neanche Apollo in persona saprebbe spiegare, e che non mi curo neanche troppo di indagare.
Quando hai incontrato per la prima volta Non Giovanni?
Sono diventato NON GIOVANNI nel luglio 2009, quando ho scelto di fare il cantautore.
Non che prima non lo fossi, ma non avevo ancora maturato il coraggio di sceglierla come una possibile professione. La passione per il non-sense e il gioco di parole hanno fatto il nome,le letture filosofiche hanno fatto il resto.
Don Giovanni è un leggendario libertino, emblema dell’assoluto e del dissoluto. La filosofia e la musica lo hanno celebrato e argomentato a dovere, ed io non mi prendo certo questo onere in questo momento.
Dirò soltanto che io come Non Giovanni semplicemente ammetto i miei limiti: per quanto affascinato dall’impenitente e dal dissoluto mi riconosco per indole, per cultura, educazione, come inadatto a ricoprire il ruolo del Don e scelgo quello del Non.
Non Giovanni perciò più che la negazione, diviene sempre più l’affermazione di me stesso.
Cosa pensa Non Giovanni dell’Italia degli anni zero?
Se lo zero è la fine di un conto alla rovescia, ecco si, siamo alla fine.
La politica non ha più nemmeno la passione degli ideali a condirla di un minimo di senso sociale.
La musica di successo è qualcosa di indescrivibilmente banale e squallido.
L’era della comunicazione pare spesso annullare ogni forma di comunicazione autentica: nella confusione di stimoli e mezzi ciò che più di tutto mi sembra si faccia strada è la nostra singolare, immensa solitudine.
Se lo zero, come voglio sperare, è invece il punto di partenza verso tutto ciò che di bello possiamo ancora esprimere, dopo essere caduti davvero in basso, in tutti gli ambiti, allora siamo solo all’inizio e tocca solo a noi.
Il tuo motto?
Per rispetto al motto stesso, non posso averne uno: lo tradirei.
Cosa canta cantautore sotto la doccia?
E’ una domanda a trabocchetto?
Mandaci un messaggio di speranza…
Queste cose le lascio fare agli addetti ai lavori, politici od ecclesiastici che siano.

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