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	<title>Pillbox.it &#187; Interviste</title>
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		<title>Intervista a Non Giovanni</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 18:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pillbox.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[cantautore]]></category>
		<category><![CDATA[indie]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Non Giovanni]]></category>
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		<category><![CDATA[walking]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/intervista-a-non-giovanni/" title="Intervista a Non Giovanni"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/non_giovanni.559udqqnwds8sg000k4sgog80.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="135" alt="Intervista a Non Giovanni" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Ciao Giovanni: chi / cosa ti ha spinto nella magica terra del cantautorato?
La musica mi ha sempre attratto in forma di chitarre appese ai muri di case altrui, fin da bambino.
Salvo poi capire che avrei potuto possederne una comprandola, e imparare a suonarla con qualche lezione. Scrivere è una delle poche cose che mi piace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/intervista-a-non-giovanni/" title="Intervista a Non Giovanni"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/non_giovanni.559udqqnwds8sg000k4sgog80.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="135" alt="Intervista a Non Giovanni" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ciao Giovanni: chi / cosa ti ha spinto nella magica terra del cantautorato?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La musica mi ha sempre attratto in forma di chitarre appese ai muri di case altrui, fin da bambino.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Salvo poi capire che avrei potuto possederne una comprandola, e imparare a suonarla con qualche lezione. Scrivere è una delle poche cose che mi piace fare veramente, ed anche questo, da che mi ricordi, l’ho sempre fatto. L’unione delle due cose è stata quasi automatica. Un bisogno, un istinto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dicci la verità: De Andrè lo ascolti parecchio?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Mi ricordo ancora quando ridevo ascoltando la parola “puttana” che De André pronuncia a un certo punto de “Il testamento”. Ero piccolo e mi piacevano le parolacce.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Piano piano ho imparato ad apprezzare anche altri aspetti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Incontrare De Andrè a qualsiasi età è una cosa che può fare solo bene. Io l’ho scoperto e riscoperto a più riprese fin’ora, e mi piace pensare che sia sempre li come una fonte inesauribile di risorse cui attingere quando ne avrò bisogno. A differenza di tanti altri ascolti De Andrè non mi ha mai stancato. Non lo ascolto ogni giorno né abitualmente, come facevo ai tempi del fascinamento adolescenziale, ma resta per me una certezza. Un amico lontano, con cui non mi sento mai, ma che ogni volta che rivedo è una gioia.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Svelaci un altro segreto d’artista: come nascono le tue canzoni?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le mie canzoni nascono con un parto assistito.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Questo giusto per togliermi la soddisfazione di rivoltare i versi di una famosa canzone..</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Detto ciò ti dico, davvero non è così semplice. Anzitutto nessuna canzone segue lo stesso processo di un’altra. Alcune nascono da un’idea, altre da un gioco di parole, alcune partono dalla musica, altre dal testo. In linea di massima posso dirti che io scrivo di solito tutto insieme.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ho spesso bisogno di molto tempo, a parte qualche caso di ispirazione dionisiaca in cui scrivo tutto di getto. Mi piace curare le parole anzitutto. Mi diverto ad incastrarle e a far si che scorrano senza intoppi metrici. La musica, e questo potrebbe essere un difetto, la vedo come un supporto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In generale musica e parole, che insieme vanno a formare una canzone sono a mio parere una magia, un incantesimo che neanche Apollo in persona saprebbe spiegare, e che non mi curo neanche troppo di indagare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Quando hai incontrato per la prima volta Non Giovanni?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Sono diventato NON GIOVANNI nel luglio 2009, quando ho scelto di fare il cantautore.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non che prima non lo fossi, ma non avevo ancora maturato il coraggio di sceglierla come una possibile professione. La passione per il non-sense e il gioco di parole hanno fatto il nome,le letture filosofiche hanno fatto il resto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Don Giovanni è un leggendario libertino, emblema dell’assoluto e del dissoluto. La filosofia e la musica lo hanno celebrato e argomentato a dovere, ed io non mi prendo certo questo onere in questo momento.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dirò soltanto che io come Non Giovanni semplicemente ammetto i miei limiti: per quanto affascinato dall’impenitente e dal dissoluto mi riconosco per indole, per cultura, educazione, come inadatto a ricoprire il ruolo del Don e scelgo quello del Non.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non Giovanni perciò più che la negazione, diviene sempre più l’affermazione di me stesso.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Cosa pensa Non Giovanni dell’Italia degli anni zero?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Se lo zero è la fine di un conto alla rovescia, ecco si, siamo alla fine.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La politica non ha più nemmeno la passione degli ideali a condirla di un minimo di senso sociale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La musica di successo è qualcosa di indescrivibilmente banale e squallido.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L’era della comunicazione pare spesso annullare ogni forma di comunicazione autentica: nella confusione di stimoli e mezzi ciò che più di tutto mi sembra si faccia strada è la nostra singolare, immensa solitudine.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Se lo zero, come voglio sperare, è invece il punto di partenza verso tutto ciò che di bello possiamo ancora esprimere, dopo essere caduti davvero in basso, in tutti gli ambiti, allora siamo solo all’inizio e tocca solo a noi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il tuo motto?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per rispetto al motto stesso, non posso averne uno: lo tradirei.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Cosa canta cantautore sotto la doccia?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E’ una domanda a trabocchetto?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Mandaci un messaggio di speranza…</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Queste cose le lascio fare agli addetti ai lavori, politici od ecclesiastici che siano.</div>
<p><strong>Intervista</strong> &#8211; La prima non intervista di Giovanni detto Non Giovanni&#8230; quando un cantautore non cade nei &#8220;trabocchetti&#8221; del giornalismo online significa che è non stupido. Di seguito Non Giovanni a nudo&#8230; <span id="more-3625"></span></p>
<p><strong>Ciao Giovanni: chi / cosa ti ha spinto nella magica terra del cantautorato?<br />
<span style="font-weight: normal;">La musica mi ha sempre attratto in forma di chitarre appese ai muri di case altrui, fin da bambino. Salvo poi capire che avrei potuto possederne una comprandola, e imparare a suonarla con qualche lezione. Scrivere è una delle poche cose che mi piace fare veramente, ed anche questo, da che mi ricordi, l’ho sempre fatto. L’unione delle due cose è stata quasi automatica. Un bisogno, un istinto.</span></strong></p>
<p><strong>Dicci la verità: De Andrè lo ascolti parecchio?</strong><br />
Mi ricordo ancora quando ridevo ascoltando la parola “puttana” che De André pronuncia a un certo punto de “Il testamento”. Ero piccolo e mi piacevano le parolacce.  Piano piano ho imparato ad apprezzare anche altri aspetti. Incontrare De Andrè a qualsiasi età è una cosa che può fare solo bene. Io l’ho scoperto e riscoperto a più riprese fin’ora, e mi piace pensare che sia sempre li come una fonte inesauribile di risorse cui attingere quando ne avrò bisogno. A differenza di tanti altri ascolti De Andrè non mi ha mai stancato. Non lo ascolto ogni giorno né abitualmente, come facevo ai tempi del fascinamento adolescenziale, ma resta per me una certezza. Un amico lontano, con cui non mi sento mai, ma che ogni volta che rivedo è una gioia.</p>
<p><strong>Svelaci un altro segreto d’artista: come nascono le tue canzoni?</strong><br />
Le mie canzoni nascono con un parto assistito. Questo giusto per togliermi la soddisfazione di rivoltare i versi di una famosa canzone.. Detto ciò ti dico, davvero non è così semplice. Anzitutto nessuna canzone segue lo stesso processo di un’altra. Alcune nascono da un’idea, altre da un gioco di parole, alcune partono dalla musica, altre dal testo. In linea di massima posso dirti che io scrivo di solito tutto insieme. Ho spesso bisogno di molto tempo, a parte qualche caso di ispirazione dionisiaca in cui scrivo tutto di getto. Mi piace curare le parole anzitutto. Mi diverto ad incastrarle e a far si che scorrano senza intoppi metrici. La musica, e questo potrebbe essere un difetto, la vedo come un supporto. In generale musica e parole, che insieme vanno a formare una canzone sono a mio parere una magia, un incantesimo che neanche Apollo in persona saprebbe spiegare, e che non mi curo neanche troppo di indagare.</p>
<p><strong>Quando hai incontrato per la prima volta Non Giovanni?</strong><br />
Sono diventato NON GIOVANNI nel luglio 2009, quando ho scelto di fare il cantautore. Non che prima non lo fossi, ma non avevo ancora maturato il coraggio di sceglierla come una possibile professione. La passione per il non-sense e il gioco di parole hanno fatto il nome,le letture filosofiche hanno fatto il resto. Don Giovanni è un leggendario libertino, emblema dell’assoluto e del dissoluto. La filosofia e la musica lo hanno celebrato e argomentato a dovere, ed io non mi prendo certo questo onere in questo momento. Dirò soltanto che io come Non Giovanni semplicemente ammetto i miei limiti: per quanto affascinato dall’impenitente e dal dissoluto mi riconosco per indole, per cultura, educazione, come inadatto a ricoprire il ruolo del Don e scelgo quello del Non.  Non Giovanni perciò più che la negazione, diviene sempre più l’affermazione di me stesso.</p>
<p><strong>Cosa pensa Non Giovanni dell’Italia degli anni zero?</strong><br />
Se lo zero è la fine di un conto alla rovescia, ecco si, siamo alla fine.  La politica non ha più nemmeno la passione degli ideali a condirla di un minimo di senso sociale. La musica di successo è qualcosa di indescrivibilmente banale e squallido. L’era della comunicazione pare spesso annullare ogni forma di comunicazione autentica: nella confusione di stimoli e mezzi ciò che più di tutto mi sembra si faccia strada è la nostra singolare, immensa solitudine. Se lo zero, come voglio sperare, è invece il punto di partenza verso tutto ciò che di bello possiamo ancora esprimere, dopo essere caduti davvero in basso, in tutti gli ambiti, allora siamo solo all’inizio e tocca solo a noi.</p>
<p><strong>Il tuo motto?</strong><br />
Per rispetto al motto stesso, non posso averne uno: lo tradirei.</p>
<p><strong>Cosa canta cantautore sotto la doccia?</strong><br />
E’ una domanda a trabocchetto?</p>
<p><strong>Mandaci un messaggio di speranza…</strong><br />
Queste cose le lascio fare agli addetti ai lavori, politici od ecclesiastici che siano.</p>
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		<title>I pan del diavolo: sono all&#8217;osso</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 14:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pillbox.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/i-pan-del-diavolo-sono-allosso/" title="I pan del diavolo: sono all&#8217;osso"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/pandeldiavolo2.ijj1jm1lqhkc8gk8wgskwo8o.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="114" alt="I pan del diavolo: sono all&#8217;osso" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Intervista - Dalle emozioni casuali e condivise del loro ultimi EP. Una nuova intervista diabolica con il duo italiano più rock del momento! I Pan del Diavolo.

Siete al primo album ma i vostri pezzi mostrano un’autorevolezza da artisti scafati. Dove vi  siete nascosti fino ad oggi? Cosa vi ha fatto sentire finalmente pronti per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/i-pan-del-diavolo-sono-allosso/" title="I pan del diavolo: sono all&#8217;osso"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/pandeldiavolo2.ijj1jm1lqhkc8gk8wgskwo8o.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="114" alt="I pan del diavolo: sono all&#8217;osso" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Intervista </strong>- Dalle emozioni casuali e condivise del loro ultimi EP. Una nuova intervista diabolica con il duo italiano più rock del momento! I Pan del Diavolo.<span id="more-3568"></span><br />
<strong><br />
Siete al primo album ma i vostri pezzi mostrano un’autorevolezza da artisti scafati. Dove vi  siete nascosti fino ad oggi? Cosa vi ha fatto sentire finalmente pronti per questo esordio?<br />
<span style="font-weight: normal;">Innanzitutto grazie mille per questo complimento poi dal 2006 anche se non eravamo attivi sul territorio nazionale abbiamo sempre lavorato sui nostri brani e le relative orchestrazioni . L’esordio infine è arrivato al momento giusto. Una band per quanto buona è la musica ha bisogno di essere coordinata e ben seguita dal proprio staff sennò si rischia di sparare a salve.</span></strong></p>
<div><strong>Si fanno citazioni importanti per presentarvi, da Celentano, a Luigi Tenco passando per Fred Buscaglione: sentite davvero di provenire da quella scuola o ritenete che siano state altre le influenze a rendere i Pan del Diavolo quello che sono oggi?</strong></div>
<div>Ascolto quella musica come un sogno ad occhi aperti e cerco di capire perché i ragazzi se ne freghino e prendano solo punti di riferimento dall’estero.</div>
<div><strong><br />
Siete riuscite a convincere molti che con due chitarre e una grancassa si possa fare dal gran bel rumore. E’ forse un ritorno ad un rock più essenziale fisiologico in questi anni di eccessiva sperimentazione elettronica?</strong></div>
<div>Per noi è sicuramente un ritorno, se poi qualcuno decidesse di seguirci e avesse intenzione di mitragliare la gente con un bel po’ di rock n roll senza fronzoli sarei solo contento</div>
<div><strong><br />
Raccontateci la nascita di questo album: come mai avete scelto un titolo così definitivo (Sono all’osso) per il vostro esordio, quali difficoltà avete incontrato durante l’elaborazione del tutto?</strong></div>
<div>Il lavoro su questo disco è stato molto scorrevole non molte difficoltà sono state incontrate, ognuno faceva per bene la propria parte e il titolo è un po’ un manifesto, mi ricorda “nevermind the bollcks “</div>
<div><strong><br />
So che avete collaborato sul pezzo “Bomba nel cuore” con i The Zen Circus: come è nata la collaborazione e come è stato lavorare con Appino, Ufo e Karim?</strong></div>
<div>Loro sono tre assassini, bravissimi musicisti e cari amici credo che il brano “bomba nel cuore” rappresenti perfettamente il nostro incontro musicale e personale.</div>
<div><strong><br />
Date un colore al panorama musicale indipendente degli anni zero.</strong></div>
<div>Nero</div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>Parliamo male di qualche personaggio del mondo indipendente? Chi vi sta veramente sulle palle?</strong></div>
<div>I giornalisti che non ascoltano, che copiano quello che c’è scritto su myspace, che devono convicermi che la loro interpretazione della nostra musica è giusta.</div>
<div><strong><br />
Se doveste suggerire un paio di album da comprare?</strong></div>
<div>&#8220;Andate tutti vaffanculo&#8221; degli Zen Circus e &#8220;Ingrediente Novus&#8221; di Moltheni</div>
<div><strong><br />
Fate un saluto rock ai lettori di PillBox…</strong></div>
<div>Ciao ragazz! qui da Palermo vi vogliamo bene!</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Erica Quitzow: an exclusive interview</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 08:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pillbox.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[erica quitzow]]></category>
		<category><![CDATA[indie]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[tour]]></category>
		<category><![CDATA[youg love records]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/erica-quitzow-an-exclusive-interview/" title="Erica Quitzow: an exclusive interview"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/quitzowpicweb_bigger.bvmpqqi3bncwwso8g48884wco.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="152" alt="Erica Quitzow: an exclusive interview" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Interview - A great artist a young woman. In one word: a real indie woman. An exclusive interview to Erica Quitzow.
Give to the Italian audience an abstract of your life in 4 lines. Who is Erica Quitzow?
I&#8217;m a musician, music teacher and I co-run a record label, Young Love Records. I spend my time practicing, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/erica-quitzow-an-exclusive-interview/" title="Erica Quitzow: an exclusive interview"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/quitzowpicweb_bigger.bvmpqqi3bncwwso8g48884wco.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="152" alt="Erica Quitzow: an exclusive interview" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Interview </strong>- A great artist a young woman. In one word: a real indie woman. An exclusive interview to Erica Quitzow.<span id="more-3551"></span></p>
<p><strong>Give to the Italian audience an abstract of your life in 4 lines. Who is Erica Quitzow?</strong><br />
I&#8217;m a musician, music teacher and I co-run a record label, Young Love Records. I spend my time practicing, recording and taking care f the business of the label.</p>
<p><strong>You decided to start to write song and compose music because…<br />
</strong>I decided to focus on music because it&#8217;s an incredible expression and doesn&#8217;t have to be done in solitude like maybe painting or writing. I do end up working alone a lot in the recording process, but  sometimes I work with friends and I almost always play with a band live. The full band is rehearsing right now, that&#8217;s a pleasure.</p>
<p><strong>Which are the main difficulties to be composer, producer, singer and songwriter at the same time?</strong><br />
The endless work. It&#8217;s amazing to collaborate and watch a project just come together so effortlessly when there are other hands involved. But I feel the need to have a project that&#8217;s mostly my own at the moment. I imagine that will change and continue to change.</p>
<p><strong>Where do you find the inspiration for your music and lyrics?</strong><br />
Everywhere, everyday life. A lot of my lyrics are based on conversations with friends, experiences that seem common, a story that feels familiar that I think will feel familiar to a lot of people.</p>
<p><strong>Can you give us a picture of an artist daily life? I wake up in the morning and…</strong><br />
Get online, respond to emails and do the business of running the label. Right now I&#8217;m securing worldwide distribution for Young Love Records. Then I either teach lessons in the afternoon or maybe play classical violin at a wedding or play violin or cello on someone else&#8217;s recording. Often there&#8217;s a recording session going on at the house so I have to creep around my home quietly, my partner Gary from Setting Sun runs a commercial recording studio in our home. I&#8217;m most creative at night. These days I&#8217;m figuring out how to play the songs from &#8216;Juice Water&#8217; live for our upcoming tours. I&#8217;m also writing and recording songs for film and TV, that also happens late-night.</p>
<p><strong>Can you give us some advices about good US indie music (bands, festivals, artists)?<br />
</strong>I&#8217;m loving Setting Sun, Live Footage and Landing on the Moon, thus they are all on our Young Love Records! I also am listening to Micachu, though they&#8217;re from the UK, Amanda Palmer, and Neon Indian are both American.</p>
<p><strong>In the next months you will start… touring, writing, quitting job&#8230;</strong><br />
I&#8217;ll be touring the EU and UK in May and the US this summer. My job&#8217;s pretty flexible. I set some students up with another teacher or some just take a vacation.</p>
<p><strong>When you think about Italian indie music, what is the first thing comes in to your mind?<br />
</strong>Our friends at Ghost Records and The Pink Rays from Milan.</p>
<p><a href="http://www.pillbox.it/erica-quitzow-juice-water/" target="_self">Here an article about her last album &#8221;Juice Water&#8221;</a></p>
<p><strong>Give an advice to Good Music Italian Listeners.</strong><br />
Let&#8217;s see, The Beatles are my all time favorite. I also love Grandaddy, Of Montreal, Kraftwerk, Daft Punk, PJ Harvey, Bjork, Dirty Projectors, Here We Go Magic, Brian Eno, and so many more.</p>
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		<title>I Malintenti di Sergio Serradifalco</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 11:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pillbox.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/i-malintenti-di-sergio-serradifalco/" title="I Malintenti di Sergio Serradifalco"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/malintenti_factory_piccola_1.pkg4a20tnrk8g0gwggwgswgg.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="113" alt="I Malintenti di Sergio Serradifalco" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Intervista &#8211; In un freddo giorno di gennaio, nell’ora in cui Milano svanisce tra fumi di cocktail e Marlboro Light PillBox incontra Sergio Serradifalco, giovane discografico, cantautore e musicista siciliano. Sergio è figlio di avvocati palermitani ed ha studiato giurisprudenza, ma la sua vera passione, la musica, lo ha portato ha compiere il malsano gesto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/i-malintenti-di-sergio-serradifalco/" title="I Malintenti di Sergio Serradifalco"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/malintenti_factory_piccola_1.pkg4a20tnrk8g0gwggwgswgg.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="113" alt="I Malintenti di Sergio Serradifalco" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Intervista</strong> &#8211; In un freddo giorno di gennaio, nell’ora in cui Milano svanisce tra fumi di cocktail e Marlboro Light PillBox incontra <strong>Sergio Serradifalco</strong>, giovane discografico, cantautore e musicista siciliano.<span id="more-3538"></span> Sergio è figlio di avvocati palermitani ed ha studiato giurisprudenza, ma la sua vera passione, la musica, lo ha portato ha compiere il malsano gesto di fondare un’etichetta di musica indipendete: la <strong>Malintenti Dischi</strong>.</p>
<p><strong><em>PillBox</em>: Il mondo discografico planetario è in una crisi nera e dalla quale sembra impossibile uscire… e tu, Sergio, hai scelto di fondare una casa discografica indipendente in Sicilia a Palermo: la Malintenti Dischi. La prima domanda, che sorge quasi spontanea è: quali sostanze usi?<br />
A parte gli scherzi: cosa ti ha spinto a intraprendere un’avventura nella discografia indipendente italiana?<br />
</strong><em>Sergio Serradifalco</em>: L’idea che si possa fare ancora musica di qualità, musica di cui ha bisogno il mondo.<br />
Inoltre, ci tengo a precisare che la Malintendi Dischi è una realtà piuttosto sui generis infatti a noi piace definirla un’etichetta “dipendente”, dato che chi è coinvolto nel progetto Malintenti partecipa sempre in qualche modo al compimento, alla realizzazione e allo sviluppo dei diversi progetti discografici.</p>
<p><strong><em>PB</em>: Hai prodotto tre album con tre anime diverse ma tutti di grande valore &#8211; “Brucerò la Vucciria con il mio piano in fiamme” degli Akkura, “Ora ti ho” di Oratio e “Notte di Mamma” di Don Settimo &#8211; Come selezioni gli artisti da produrre e in base a quali criteri decidi di produrre un artista o una band?</strong><br />
<em>SS</em>: In realtà gli artisti si selezionano da sé, o quasi. I Malintenti sono gli artisti con i quali sono entrato in contatto e che hanno deciso di fare un percorso artistico di qualità, serio e non puramente commerciale. (Sergio suona in tutti i dischi prodotti dalla Malintenti, ndr)</p>
<p><strong><em>PB</em>: Parliamo dei tre ultimi dischi che hai prodotto dacci un’immagine per capire cosa trovare in ognuno dei tre album.</strong><br />
<em>SS</em>: a. “Brucerò la Vucciria con il mio piano in fiamme”:  gli Akkura davanti a un Vucciriota (abitante della Vucciria quartiere popolare di Palermo) che vuole prenderli a botte. L’amore per Palermo così come è. Palermo e la sua Storia<br />
b. “Ora ti ho”:  la purezza, i buoni sentimenti, l’ingenuità, la malinconia della disillusione di non vivere in un mondo così come si vorrebbe che fosse.<br />
c. “Notte di Mamma”: un uomo che aspetta un figlio. La formazione di Don Settimo (nome d’arte di Sergio, ndr).</p>
<p><strong><em>PB</em>: Come pensi si possa salvare il cantautorato italiano indipendente dall’oblio?<br />
</strong> <em>SS</em>: L’unica cosa sana da fare oggi è dare un senso alla fatica di una produzione dando un valore artistico ai vari progetti. Se non si lavora su ciò che vale veramente si perde solamente del gran tempo: non c’è più spazio per dire cazzate. Se devi dire qualcosa, se vuoi realizzare un album che almeno abbia un valore.</p>
<p><strong><em>PB</em>: Gli ultimi tre dischi ascoltati (a parte quelli prodotti dalla Malintenti Dischi)?</strong><br />
<em>SS</em>: L’album “We are him” degli Angels of light,  “Carnaval so ano que vem” degli Orquestra Imperial, “Fuochi Fatui d’Artificio” dei Virginiana Miller.</p>
<p><strong><em>PB</em>: Se uno ti dicesse con 70 euro in mano: “E ora che dischi compro?” tu cosa gli consiglieresti?</strong><br />
<em>SS</em>: Bill Callahan (ex Smog), Brunori Sas, Marco Parente.</p>
<p>Sergio avrebbe molto cose da aggiungere ma i tempi della rete richiedono risposte brevi e concise. La disattenzione e l’hyperlinking non guardano in faccia nessuno. Inoltre è l’ora dell’aperitivo e la voglia di perdersi tra i fumi dell’alcool è troppa. Il desiderio è quello di guardare un cocktail e pensare “Ora ti ho”, fumare una Marlboro e pensare che si “vorrebbe bruciare Milano con una penna in fiamme” oppure sperare che la notte non sia solo una “Notte di Mamma”.</p>
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		<title>Toti Poeta: lo stato delle cose</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 10:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/toti-poeta-lo-stato-delle-cose-2/" title="Toti Poeta: lo stato delle cose"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=2128&amp;w=180" width="180" height="210" alt="Toti Poeta: lo stato delle cose" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Intervista - Toti Poeta vive di ciò che più gli piace, non è affetto dalla sindrome da vittima discografica e ci manda segnali di rinaschita musicale con il suo ultimo album &#8220;Lo Stato delle Cose&#8221;.
PillBox: Come si forma il giovane cantautore siciliano Toti Poeta e cosa lo ha avvicinato alla musica?
Toti Poeta: Come nelle migliori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/toti-poeta-lo-stato-delle-cose-2/" title="Toti Poeta: lo stato delle cose"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=2128&amp;w=180" width="180" height="210" alt="Toti Poeta: lo stato delle cose" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Intervista -</strong> <strong>Toti Poeta</strong> vive di ciò che più gli piace, non è affetto dalla sindrome da vittima discografica e ci manda segnali di rinaschita musicale con il suo ultimo album &#8220;<strong>Lo Stato delle </strong>Cose&#8221;.<span id="more-2128"></span><br />
<strong>PillBox: Come si forma il giovane cantautore siciliano Toti Poeta e cosa lo ha avvicinato alla musica?</strong><br />
<strong>Toti Poeta</strong>: Come nelle migliori delle tradizioni fu mio nonno ad avvicinarmi alla musica… Dopo aver provato a mandare a lezione di pianoforte mezza famiglia, finalmente trovò in me l’enfant prodige da instradare nel mondo sette note. Così a sette anni iniziai gli studi di pianoforte.<br />
Crescendo scoprii che le mie mani potevano muoversi sui tasti bianchi, e a volte anche sui neri, indipendentemente dalla partitura che mi stava davanti, e che quella era una sensazione di libertà assoluta e di grande sfogo.<br />
Dai quattordici anni in poi fu un susseguirsi di gruppi e anche di strumenti, passai dagli organi al basso, dalla batteria alla chitarra.<br />
La voglia di scrivere, anche se in modo ancora acerbo, prendeva il sopravvento. Da quel momento non ho più smesso di farlo.</p>
<p><strong>PillBox: Il tuo secondo album, Lo stato delle cose, è una bella sfida dati i tempi che sta affrontando il mercato discografico: come vedi il tuo futuro da cantautore indipendente?</strong><br />
<strong>Toti Poeta</strong>: Non ho mai ragionato in termini di sfida, volevo realizzare esattamente il disco che avevo in mente e così ho fatto.<br />
Tutte le scelte fatte per la realizzazione del disco erano finalizzate ad uno scopo artistico e non commerciale.<br />
Capisco che possa sembrare una scelta suicida, ma può anche dare notevoli soddisfazioni.<br />
In futuro chissà che la gente non riesca ad appassionarsi ai contenuti e non alle coreografie…</p>
<p><strong>PillBox: Parliamo delle tue canzoni: 9 tracce davvero interessanti. Raccontaci come sono nate.</strong><br />
<strong>Toti Poeta</strong>: Un giorno, mentre attraversavo lo stretto di Messina, tentai di ricordare quante volte avevo percorso quel tratto di mare. Lo sforzo mentale fu inutile da un punto di vista statistico però iniziai a pensare che ogni volta che partivo e tornavo a casa maturavo nuovi pensieri e intravedevo le cose in modo diverso, da lì nasce il filo conduttore de “Lo stato delle cose”. Le nove tracce parlano di esperienze vissute o riflessioni su fatti che mi hanno colpito in questi ultimi due anni.</p>
<p><strong>PillBox: Chi ti è stato più vicino durante la realizzazione dell’album? Di chi non avresti potuto fare a meno per portare a termine il lavoro?</strong><br />
<strong>Toti Poeta</strong>: La realizzazione dell’album è stata un viaggio, alcune parti sono state registrate a Roma, altre in Sicilia, il mastering è stato effettuato a Roma.<br />
A ogni tappa c’era sempre un amico in attesa di aggiungere un pezzo di sè al disco.<br />
Credo che tutti siano stati fondamentali: i musicisti, i fonici e i tecnici.</p>
<p><strong>PillBox: Quali sono le principali difficoltà che incontri quando scrivi una canzone?<br />
Toti Poeta</strong>: Di solito non ne incontro! Forse perché non mi sono mai forzato di scrivere qualcosa.<br />
Capita che un motivetto con poche parole inizi a girarmi in testa e da lì parte lo spunto su cui lavorare.<br />
La prima stesura del pezzo avviene nel giro di pochi minuti, poi a mente lucida viene affinato.</p>
<p><strong>PillBox: Qual è il posto in cui preferisci suonare (città, locale, etc.)?<br />
Toti Poeta</strong>: Sono sempre stato affascinato dai concerti nei club, intendendo per club non il “buco”, ma un posto con un bel palco, una buona acustica e 500 persone scalpitanti.<br />
I migliori concerti li ho visti e li ho fatti in questo tipo di location; credo ci sia più sinergia con il pubblico e maggiore attenzione rispetto ai grandi palchi all’aperto dove, a mio avviso, si perde un po’ di magia.</p>
<p><strong>PillBox: Se potessi far sparire qualcuno dal panorama discografico odierno chi sceglieresti? (almeno 5 nomi)<br />
Toti Poeta</strong>: Mmmm… non è facile rispondere a questa domanda!<br />
Facciamo sparire: <strong>Gigi d’Alessio</strong> e la sua cara consorte <strong>Anna Tatangelo</strong>, <strong>Paolo Meneguzzi</strong>, La musica dance e house in generale, i <strong>Tokio Hotel</strong>, i <strong>Dari</strong> e i <strong>Sonohra</strong>.<br />
Sembrava difficile ma più ci pensavo e più me ne venivano in mente, mi fermo qui.<br />
Aspetta aspetta, e… Povia.</p>
<p><strong>PillBox: Devo comprare quattro cd per arricchire la mia collezione: cosa mi consigli?<br />
Toti Poeta</strong>: <strong>Neon Golden</strong> dei <strong>The Notwist</strong>;<strong> ok computer</strong> dei <strong>Radiohead</strong>; <strong>Anime Salve</strong> di <strong>Fabrizio De Andrè</strong>; “<strong>L’air de rien</strong>” di <strong>Tete</strong>; “<strong>Dear Catastrophe Waitress</strong>” dei <strong>Belle &amp; Sebastian</strong>.</p>
<p><strong>PillBox: Qual è il tuo stato d’animo oggi?</strong><br />
<strong>Toti Poeta</strong>: Non devo metterci la faccina con scritto annoiato, felice, simpatico, distrutto, etc., vero?<br />
E’ un bel momento ricco di spunti positivi, il disco riscuote consensi e questa è una cosa molto gratificante.<br />
Sto curando la produzione artistica del disco di  un cantautore emergente e programmando il nuovo tour che partirà a metà marzo.<br />
<strong>Al momento mi ritengo molto soddisfatto e fiducioso per il futuro.<br />
Vivo di ciò che più mi piace e, vi assicuro, vivo felice.</strong></p>
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		<title>Un&#8217;intervista diabolica: emozioni casuali e condivise</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 15:42:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/unintervista-diabolica-emozioni-casuali-e-condivise/" title="Un&#8217;intervista diabolica: emozioni casuali e condivise"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/pan_del_diavolo_4.gdtoh55y468gwko8oo8socwo.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="263" alt="Un&#8217;intervista diabolica: emozioni casuali e condivise" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Intervista &#8211; Un&#8217;intervista diabolica che scorre come una fogliolina d&#8217;ortica sul dorso di una mano. Uno scambio sincero di ostinata disperazione in un mondo di eterni Peter Pan&#8230; del Diavolo.
PillBox: Il Pan del Diavolo: come nasce il progetto e il nome della band?
Il Pan del Diavolo: Il progetto nasce da una mia idea (alosi pietro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/unintervista-diabolica-emozioni-casuali-e-condivise/" title="Un&#8217;intervista diabolica: emozioni casuali e condivise"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/uploads/yapb_cache/pan_del_diavolo_4.gdtoh55y468gwko8oo8socwo.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="263" alt="Un&#8217;intervista diabolica: emozioni casuali e condivise" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Intervista &#8211; </strong>Un&#8217;<strong>intervista diabolica</strong> che scorre come una fogliolina d&#8217;ortica sul dorso di una mano. Uno scambio sincero di ostinata disperazione in un mondo di eterni Peter Pan&#8230; del Diavolo.<span id="more-2123"></span><br />
<strong>PillBox: Il Pan del Diavolo: come nasce il progetto e il nome della band?<br />
Il Pan del Diavolo</strong>: Il progetto nasce da una mia idea (alosi pietro alessandro) nel 2006. L’intenzione era di riuscire a fare una musica che mi piacesse senza cadere nei soliti stili: indie rock, pop rock, ballate acustiche e via dicendo… il nome nasce dal proverbio “<strong>Il Pan Del Diavolo è sempre avvelenato</strong>”.<br />
Per me, questo nome ormai rappresenta il manifesto della mia musica .</p>
<p><strong>PillBox: Avete uno stile peculiare, oserei dire unico. Che cosa vi ha ispirato e su quali basi avete costruito un sound così caratteristico?</strong><br />
<strong>Il Pan del Diavolo</strong>: Mi ha ispirato praticamente tutto. Ma più che influenze musicali ho lavorato sui testi e sullo scheletro della canzone. Questo è il risultato.</p>
<p><strong>PillBox: Quale tra le vostre canzoni (Coltiverò l’ortica; I Fiori; Il Pan del Diavolo; Stile roberto</strong> <strong>il maledetto) è quella alla quale siete più legati e perché?<br />
Il Pan del Diavolo</strong>: Se mi legassi particolarmente a una canzone credo che non riuscirei ad andare avanti.<br />
Penso a quello che scriverò, a migliorare lo stile. Anche se effettivamente “<strong>Stile Roberto</strong>” mi ricorda la smania che avevo di fare concerti.</p>
<p><strong>PillBox: I testi delle vostre canzoni sono spesso mordaci e molto diretti: cosa vi piacerebbe trasmettere al vostro pubblico?</strong><br />
<strong>Il Pan del Diavolo</strong>: Emozioni casuali e condivise!</p>
<p><strong>PillBox: Se poteste scegliere di seguire in tour una delle grandi band del passato chi scegliereste e perché.<br />
Il Pan del Diavolo</strong>: Del passato ??? &#8230;Bob Dylan per imparare qualcosa sul Folk, Tenco, I Nirvana .</p>
<p><strong>PillBox: Chi o che cosa vi fa davvero incazzare nel mondo discografico?</strong><br />
<strong>Il Pan del Diavolo</strong>: Che In questa nazione il mondo discografico appartenga alle canzoni d’amore scritte dai figli dei produttori artistici, esecutivi, discografici Pippi Baudi vari, ecc. Invece <strong>il mondo indie (non faccio nomi) è sempre in mano alle stesse persone da 10 anni</strong>, è un circuito chiuso e poi sinceramente altre mille cose…</p>
<p><strong>PillBox: Cosa offre la Sicilia del ventunesimo secolo ai giovani artisti emergenti?<br />
Il Pan del Diavolo</strong>: A parte l’ispirazione di un mondo fra passato e presente, pieno di vita, personaggi e contraddizioni, la Sicilia non offre assolutamente niente.</p>
<p><strong>PillBox: Mi sono rimasti pochi euro in tasca ma li voglio spendere in dischi; cosa non può mancare nella mia collezione di cd.</strong><br />
<strong>Il Pan del Diavolo</strong>:  A Bondy American Hearts. Oppure puoi vedere fra le offerte i vecchi dischi italiani in promozione: Fred Buscaglione, Tenco, Lauzi…</p>
<p><strong>PillBox: Dovete dare tre buoni motivi per convincere qualcuno a comprare il vostro disco…<br />
Il Pan del Diavolo</strong>: 1) Ci siamo rotti il culo per farlo 2) è un acquisto originale 3) ha una bella copertina</p>
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		<title>I Giocattoli di Clara: spaghetti punk</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 17:32:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/i-giocattoli-di-clara-spaghetti-punk/" title="I Giocattoli di Clara: spaghetti punk"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=1887&amp;w=180" width="180" height="127" alt="I Giocattoli di Clara: spaghetti punk" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Intervista - Un’intervista indipendente ad una band che nasce dalle brumose langhe pavesi, per portare un po’ di sole californiano nella musica italiana. Dai diamanti non nasce niente… da I Giocattoli di Clara?  PillBox: Giocattoli di Clara: come, quando e perché? Una breve storia…
Giocattoli di Clara: I Giocattoli sono nati nel 1999 dall&#8217;idea di due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/i-giocattoli-di-clara-spaghetti-punk/" title="I Giocattoli di Clara: spaghetti punk"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=1887&amp;w=180" width="180" height="127" alt="I Giocattoli di Clara: spaghetti punk" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>Intervista -</strong> Un’intervista indipendente ad una band che nasce dalle brumose langhe pavesi, per portare un po’ di sole californiano nella musica italiana. Dai diamanti non nasce niente… da<strong> I</strong> <strong>Giocattoli di Clara</strong>? <span id="more-1887"></span> <strong>PillBox</strong>: <strong>Giocattoli di Clara: come, quando e perché? Una breve storia…<br />
Giocattoli di Clara</strong>: I Giocattoli sono nati nel 1999 dall&#8217;idea di due fratelli, Francesco e Enrico Arrighetti, rispettivamente voce e batteria della band. La formazione attuale è stata raggiunta sono nel 2007 con il coinvolgimento di Paolo Giacometti, alla chitarra solista, Fabio Tinon, chitarra accompagnamento e Rocco Iacobuzio al basso.<br />
All&#8217;attivo due demo e un Ep autoprodotti: il primo di 6 pezzi registrato nel 2001, il secondo di 14 realizzato presso il Gain Studios di Pavia nella primavera del 2005 e l&#8217;ultimo,&#8221;Quando non ci stai piu dentro&#8221;,  realizzato nella primavera del 2007 con la partecipazione di Francesco Catucci.<br />
Nel corso degli anni l&#8217;attività live è stata fervente includendo diverse partecipazioni a concorsi e rassegne per gruppi emergenti anche dividendo il palco con band come  Punkreas, Gerson, Hell Dorado, 200 Bullets.<br />
L&#8217;ultima realizzazione è H2o,  singolo prodotto dal gruppo e da BroStudios Recordings &amp; Productions (TO),<br />
con la collaborazione di T e Al dei Goddass, dj Mead Beat per gli Scratchs, Alessandro Vanara (Sound Engineer) per il Mastering,<br />
Riccardo Fregosi per le grafiche e gli ArtWorks,e dell&#8217;Associazione Culturale Orquestra (PV) per il supporto.<br />
H2o è un brano cantato in italiano che mescola abilmente parti Pop Punk ad altre più propriamente Hard Core, sempre esclusivamente melodiche, sullo stile di Blink 182 e Sum41, pur mantenendo originalità. Il pezzo è stato pubblicato il 24 Dicembre 2008 ed è stato anche ripensato in inglese e reintitolato Good Luck.</p>
<p><strong>PillBox</strong>: <strong>Cosa fate per campare? Lavorate, studiate…<br />
Giocattoli di Clara</strong>: Diciamo metà e metà, anche se abbiamo iniziato in tenera età per cui tutti ci siamo fatti la trafila di studio.</p>
<p><strong>PillBox</strong>: <strong>Ci raccontereste quali sono le più ricorrenti difficoltà che incontrate nella fase compositiva delle vostre canzoni?<br />
Giocattoli di Clara</strong>: Per quanto riguarda la composizione delle canzoni, visto il nostro intento di rendere in italiano il punk rock californiano, la maggiore difficoltà è quella di ripensare quelle stesse sonorità nella nostra amata lingua, che noi consideriamo assolutamente adatta al genere, sebbene ancora poco sfruttata. In fase di arrangiamento invece, la cosa più difficile è riuscire a mettere d&#8217;accordo 5 teste, sebbene siamo molto in sintonia per cui riusciamo sempre a divertirci.</p>
<p><strong>PillBox</strong>:<strong> Quale delle vostre canzoni compendia nel modo più efficace lo stile e il carattere de I Giocattoli di Clara ?</strong><br />
<strong>Giocattoli di Clara</strong>: Sicuramente <strong><em><a href="http://www.myspace.com/igiocattolidiclara" target="_blank">Scivola</a></em></strong> è uno dei pezzi più apprezzati e in cui ci identifichiamo maggiormente, sia per la velocità, per la linea melodica di voce e per i chitarroni graffianti. <strong>H2o</strong> rappresenta invece la nostra evoluzione rispetto alle altre canzoni, anche considerando il grande lavoro che abbiamo fatto negli ultimi anni, l&#8217;esperienze maturate e la collaborazione con i ragazzi del BroStudios.</p>
<p><strong>PillBox</strong>: <strong>Se poteste decidere chi far sparire dal panorama musicale odierno chi scegliereste? (almeno 5 nomi)</strong><br />
<strong>Giocattoli di Clara</strong>: Dari, Finley, Tiziano Ferro, Gigi D&#8217;alessio e tutta quella cricca di gente.. anche se c&#8217;è da capirli, non sanno quello che fanno poverini!</p>
<p><strong>PillBox</strong>: <strong>Chi al contrario secondo voi meriterebbe maggiore attenzione?<br />
Giocattoli di Clara</strong>: Il problema in Italia è che la gente è abituata a sentire tutto quello che viene buttato nel calderone di radio e televisioni e, purtroppo, nel panorama indipendente mancano adeguati finanziamenti per progetti molto validi ma,forse, non troppo &#8220;commercializzabili&#8221;. Ci sono moltissime band che potrebbero competere anche al livello internazionale come Neurostar, Hell Dorado, Violet, School Disaster, Underwell, Red Summer Tape, Melodie Distorte, e molti altri, ma non hanno questa possibilità per le ragioni che dicevamo.</p>
<p><strong>PillBox</strong>: <strong>Qual è secondo voi il vostro pubblico di riferimento? Chi vi segue di più?<br />
Giocattoli di Clara:</strong> i Giocattoli hanno la fortuna di risultare apprezzabili anche da persone che non ascoltano questo genere specifico, per cui abbiamo e continuiamo ad essere apprezzati un po’ da tutte le fasce di età, tutte persone che hanno buon gusto! tuttavia è naturale che la maggior parte dei ragazzi, che ci seguono e che ascoltano Punk Rock, siano compresi tra i 15 e 25 anni.</p>
<p><strong>PillBox</strong>: <strong>Cosa cambiereste del mondo musicale &#8211; discografico italiano?<br />
Giocattoli di Clara</strong>: sicuramente l&#8217;approccio alla musica indipendente stessa e il rispetto nei confronti delle Band emergenti, troppo spesso bistrattate da locali o associazioni. Non cambieremmo invece assolutamente la corrente che vede nel <a href="http://www.pillbox.it/mei-2008-il-meeting-delle-etichette-indipendenti/" target="_blank">M.E.I.</a> un valido punto di riferimento per la musica indipendente a livello nazionale.</p>
<p><strong>PillBox</strong>: <strong>A quale grande band del passato vi paragonereste?<br />
I Giocattoli di Clara</strong>: Questa è difficile perché non sentiamo di paragonarci ad alcuna grande band del passato, né straniera né tanto meno italiana.</p>
<p><strong>PillBox</strong>: <strong>Chi sono i vostri modelli a chi vi ispirate quando suonate?<br />
Giocattoli di Clara</strong>: Nel genere ci siamo sempre ispirati alle band che popolano il panorama punk internazionale piuttosto di quello italiano. Parliamo di Blink182, Nofx, No Use For a Name, Sum 41, Millencolin e molte altre band. La particolarità che ci accompagna e che speriamo di non perdere mai è quella di trovare sul palco il massimo del divertimento, la libertà assoluta di esprimerci e di coinvolgere.</p>
<p><strong>PillBox</strong>: <strong>Cosa ci possiamo aspettare nel prossimo futuro dai Giocattoli di Clara? (diciamo da qui fino al prossimo settembre)<br />
Giocattoli di Clara</strong>: Progetti e idee non mancano, partendo dalla promozione del nuovo singolo h2o uscito il 24 dicembre 2008, fino alla collaborazione con l&#8217;Associazione Orquestra (PV) e il BroStudios (TO). Nell&#8217;immediato futuro stiamo prendendo contatti con etichette discografiche per la produzione di un nuovo album.</p>
<p>Per saperne di più: <a href="http://www.myspace.com/igiocattolidiclara">http://www.myspace.com/igiocattolidiclara</a><br />
il sito ufficiale: www.igiociattolidiclara.com</p>
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		<title>Interview with Confuse the Cat: &#8220;our songs… sunny, but watch out, the weather can chance quickly&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 16:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pillbox.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[confuse the cat]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[kericky]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/interview-with-confuse-the-cat-our-songs-sunny-but-watch-out-the-weather-can-chance-quickly/" title="Interview with Confuse the Cat: &#8220;our songs… sunny, but watch out, the weather can chance quickly&#8221;"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=1866&amp;w=180" width="180" height="180" alt="Interview with Confuse the Cat: &#8220;our songs… sunny, but watch out, the weather can chance quickly&#8221;" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>INTERVIEW - An exclusive and unconventional interview with Confuse the Cat to discover how the music sounds in Europe. Fasten the seat belt, get ready to take off. PillBox: First of all, what’s the meaning of Kericky (title of their last album)?
Geert Plessers (singer and frontman of CTC): Actually ‘Kericky’ is the name of a poker game [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/interview-with-confuse-the-cat-our-songs-sunny-but-watch-out-the-weather-can-chance-quickly/" title="Interview with Confuse the Cat: &#8220;our songs… sunny, but watch out, the weather can chance quickly&#8221;"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=1866&amp;w=180" width="180" height="180" alt="Interview with Confuse the Cat: &#8220;our songs… sunny, but watch out, the weather can chance quickly&#8221;" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p><strong>INTERVIEW </strong>- An exclusive and unconventional interview with <strong>Confuse the Cat</strong> to discover how the music sounds in Europe. Fasten the seat belt, get ready to take off.<span id="more-1866"></span><strong> PillBox</strong>: <strong>First of all, what’s the meaning of</strong> <strong><a href="http://www.pillbox.it/confuse-the-cat-kericky/" target="_blank">Kericky</a> (<em>title of their last album</em>)?<br />
Geert Plessers (singer and frontman of CTC)</strong>: Actually ‘Kericky’ is the name of a poker game that we’ve played several times in the past. About 10 years ago we (my former band Reiziger) toured Europe with an American band. And as you all know, touring means spending tons of time in a tour bus. So, our friends of the Van pelt introduced us to ‘Kericky’. The only thing you need to play Kericky is 3 dice, a pen, money and the skills to lie by using your best pokerface. If you’re lucky you are able to buy a bottle of Chivaz at the next gas station. According to the people of the van pelt, Kericky was invented by the members of fugazi. It’s worth enough to call our latest album after a game fugazi invented!.</p>
<p><strong>PB</strong>: <strong>Can you guys tell us the story of your album? What inspired this work?</strong><br />
<strong>Geert: </strong>We’ve spent a lot of time writing Kericky. Unfortunately in the middle of the writing process my father died of Alzheimer. Of course the fact of losing someone who meant a lot to me had a massive impact on some of the tracks. For instance, Paul’s eyes is dedicated to my father. The lyrics are based on his way of communicating after suffering 5 years of Alzheimer. Beside this strong and emotional experience, a lot of feelings and strong images give sense to write songs. To me it is still a mystery, but most of the input is an unwitting process. Sometimes I try to analyse those inexplicable ideas. But also I can find the answer in ordinary daily facts, like a bike ride, the view on a mountain in Basilicata or the sound of trains in the distance.</p>
<p><strong>PB</strong>: <strong>The most difficult thing in creating this album was… (I’d like to have the answer from all of you Geert, Dirk, Sven and Dirk N.)</strong><br />
<strong>Geert</strong>: Mixing a record from a distance. Our record was mixed at the temple studio’s in Malta. Due the lack of time nobody of the band could fly to Malta and support the mixing process. So every night Luuk cox (Mixing credits) send me a pre-mix of each song. After a brief discussion we’ve had to decide if we could go on with the next track in line.<br />
<strong>Sven</strong>: Halfway the recording process I joined the band. It wasn’t easy to catch the other band members’ drive and Ideas. I had to deal with their strong points of view. I was dropped in an unstoppable train of ideas. Don’t get me wrong, it was fun. But sometimes you think you gonna end up somewhere else. It can surprise you in a good or bad way. It will always be a matter of compromises.</p>
<p><strong>PB</strong>: <strong>What’s changed from your previous album -We can do it- to Kericky?</strong><br />
<strong>Geert</strong>: First of all we’ve got a new bass player. Sven’s influence is a strong element of this record. The dubby, wobbly atmosphere is a new ingredient on this record if you want to compare it with “We Can Do It”. Dirk T. takes a lot of the guitar parts. He’s the one who comes out with the sweetest overdubs and very nice backings. Like I said, we took much more time to write this album. Comparing to the older records we’ve invested a lot more in sound and production. This time we’ve also spent more time on pre-production. <em>We can do</em> it was more a first take record. <strong>Kericky</strong> is a record built up in different stages. Hopefully you can hear the difference.</p>
<p><strong>PB</strong>: <strong>Choose three tracks from Kericky, that summarize Confuse the Cat style and mood.</strong><br />
Track opener <strong><em>Koi</em></strong> is a song that I like a lot. It’ s a song tangled in different styles. This song can shine, but on the other hand you can feel the desperation, the dark side of the band. It’s that contradiction that we often try to use in our songs… sunny, but watch out, the weather can chance quickly.<br />
- <strong><em>Black Birds</em></strong> describes the dynamic of the band. The cat can threaten and sometimes sounds unpredictable. Kericky is an album going from pop over dub to noise. Emotional elements are very important in our music. Our goal is to move people’s feelings and if we also can move their feet, we’ve succeeded.<br />
- <strong>Cut On The Money</strong> feels cold, but if you listen carefully you can discover the warmth of that song. Listen to the harmonies. Confuse the Cat uses also humor in their songs. It’s up to you to find out what’s funny or not.</p>
<p><strong>PB</strong>: <strong>“The dub-influences recall to memory the great London riots, though be it in white tennis slacks and with a large emphasis on dance, equally due to the portion (collaboration!!!) of Luuk – Shame on you Boy – Cox (Buscemi, Tim Vanhamel, Arsenal), operating from a Malteser mixing table”.  We can perceive the big importance of the dub-influences especially in tracks like Jackal at 10 O’Clock. What happened in London?<br />
Geert</strong>: The guy who wrote this part of our bio tried to describe our sound with strong images. At that time he was listening a lot to ‘Sadinasta’ from The Clash. <em><strong>Jackal at 10 O’clock</strong></em> is also 100 percent white mans dub. The song doesn’t breath the atmosphere of a sunny reggae beach, but threatens and predicts a….. hhhmmm a riot in a very lyrical way.</p>
<p><strong>PB</strong>: <strong>The best place you have played in and the best audience ever.<br />
Geert</strong>: Somewhere in Italia I guess.. We’ve had many good memories of touring Italia. One memorable show I did was in a place called Baca in Pescara. The crowed was outrageous. “A semtex atmosphere”, but in a positive way. After that show they closed the club, too much rock ‘n&#8217; roll. They couldn’t handle it anymore. Have you ever heard about that? Too much Rock ’n Roll! Once we were a headliner of a festival on beach. From stage we’ve had a massive view on the Ocean. During our set the sun went down the horizon and the flame of the light tower was a beautiful part of the show.</p>
<p><strong>PB</strong>: <strong>The most difficult thing in being a rock band nowadays is…</strong><br />
<strong>Geert</strong>: To get attention in this whirly, swirly river of releases. How many releases do we have each day? 10 years ago it was much easier to find your release in a record store. Of course you’ve got the digital download story. But I prefer to hold something in my hands like an album. There’s too much offer and concurrence. You still need a lot of money to get attention. Nowadays record labels don’t invest that much in their talents. Kericky was possible because of 4 hard working cats in a rehearsal studio. The whole amount of fees goes to studio time, promotion and if we’re lucky we can buy our strings and plecs <img src='http://www.pillbox.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>PB</strong>: <strong>Confuse the Cat would be very happy to kick the ass of…</strong><br />
<strong>Geert</strong>: Sara Palin “in a gentle way”. Almost 40 % of the Americans believe that she can be the next president of the US of A after Obama. Can you imagine Palin as a first lady? YES WE CAN, on another planet far enough from mother earth. We also want to kick the ass of the great Houdini, Lance Armstrong, Annie, Mini Mouse and The Kelly Family, starting with the little boy. And this for many reasons.</p>
<p><strong>PB</strong>: <strong>Try to convince someone to buy your album in few words.</strong><br />
<strong>Geert</strong>: If you buy our record we will find a planet for Sara Palin!</p>
<p><strong>PB</strong>: <strong>I already bought all your albums, but I’d like to buy some music: can you give me an advice?<br />
Geert</strong>: If I understand your question and if you don’t know anything from rock music I would suggest you a lot of things from the past.. to me 2008 wasn’t that special in musical terms.  I’ll give you 100 euro and go buy “Let It Be” The Replacements, “Funeral at the movies” Shudder To Think, “What’s Going On” Marvin Gaye, “In one Out The Other” The Movies, “Celebration Castle” The Ponys, “Gang Of Losers” The Dears, “From The Lions Mouth” The Sound and Script Of A Bridge” from the Chameleons.</p>
<p><strong>PB</strong>: <strong>Do you think PillBox.it rocks?<br />
Geert</strong>: It not only rocks, it grooves, bites, it melts on the top of our tongues.</p>
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		<title>Due chiacchiere con i Jennifer Gentle</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 09:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Totaro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/chiacchiere-jennifer-gentle/" title="Due chiacchiere con i Jennifer Gentle"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=1165&amp;w=180" width="180" height="120" alt="Due chiacchiere con i Jennifer Gentle" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Da un&#8217;apertura laterale del palco su cui si sono appena esibiti, richiamiamo l&#8217;attenzione del cantante e del tastierista dei Jennifer Gentle, i quali molto cortesemente accettano di scambiare due chiacchiere con noi dopo aver chiuso la prima edizione del Guardiagrele Music for Emergency. Non sono seccati dalla nostra richiesta di parlare un po&#8217;, anzi: è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/chiacchiere-jennifer-gentle/" title="Due chiacchiere con i Jennifer Gentle"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=1165&amp;w=180" width="180" height="120" alt="Due chiacchiere con i Jennifer Gentle" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p>Da un&#8217;apertura laterale del palco su cui si sono appena esibiti, richiamiamo l&#8217;attenzione del cantante e del tastierista dei <strong>Jennifer Gentle</strong><span id="more-1165"></span>, i quali molto cortesemente accettano di scambiare due chiacchiere con noi dopo aver chiuso la prima edizione del <em>Guardiagrele Music for Emergency</em>. Non sono seccati dalla nostra richiesta di parlare un po&#8217;, anzi: è sufficiente dire che, all&#8217;intimazione del tecnico di portar via gli strumenti personali, Marco (il frontman) risponde che sta &#8220;succhiando un capezzolo di crema&#8221; (tipico bigné del luogo) e che lo farà più tardi&#8230;</p>
<p><strong>Diteci in quale arcano modo siete riusciti ad approdare all&#8217;ormai storica etichetta discografica <em>Sub Pop</em></strong><br />
Sai, me lo chiedo anch&#8217;io un giorno sì e due no. In principio ci furono due lavori autoprodotti che sono finiti in perdita per noi; nonostante ciò il nostro ex manager si affannava a far conoscere ogni nostra nuova fatica su tutti i continenti, finché un&#8217;etichetta australiana decise di ristampare i primi due album. Questi vennero distribuiti anche negli USA, tanto che qualcuno della <em>Sub Pop</em> si imbatté in loro a Seattle, e si disse: &#8220;Che strano, un cd di una band italiana, con una copertina così particolare&#8230; fammi sentire&#8230;&#8221;. Ed una settimana dopo ci contattarono e firmammo il contratto con loro.</p>
<p><strong>Come fate a lavorare stando sull&#8217;altra sponda dell&#8217;oceano rispetto a loro?</strong><br />
C&#8217;è un rapporto di lavoro senza pressioni da nessuna delle due parti: una volta registrato l&#8217;LP, lo recapitiamo oltreoceano e viene pubblicato. Si fidano di quello che componiamo e lo accettano ad occhi chiusi.</p>
<p><strong>Dev&#8217;essere una gran soddisfazione una tale visibilità all&#8217;estero per la propria musica</strong><br />
In effetti la cosa mi rende particolarmente appagato. Sapere che i nostri dischi possono essere acquistati in posti come Bel-Air mi fa pensare che, anche se domani smettessi di fare questo lavoro, ho comunque creato qualcosa di importante finora. Ciò non vuol dire che vogliamo adagiarci sugli allori, anzi! Ritengo che la strada da percorrere sia lunga ed in salita.</p>
<p><strong>Sembra strano che in Italia nessuno abbia voluto investire su di voi. Penso ad esempio alla <em>Homesleep</em>&#8230;</strong><br />
Nel 2000 &#8211; 8 anni fa &#8211; abbiamo mandato anche a loro ciò che avevamo prodotto finora. Il commento su &#8220;I am you are&#8221; (primo album della band) è stato: &#8220;E&#8217; un lavoro interessante, <em>però </em>bisognerebbe registrarlo di nuovo&#8221;. Quando qualcuno inserisce un &#8220;però&#8221; in un commento non devi dire &#8220;ciao&#8221; a ciò di cui si sta parlando, ma direttamente &#8220;addio&#8221;. Funziona così anche quando si fanno commenti sulle donne, no? &#8220;Sì è carina, <em>però</em>&#8230;&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa ci dite delle date in cui suonerete a fine agosto in Inghilterra e Regno Unito?</strong><br />
Ci stiamo concentrando in maniera particolare sul mercato inglese, anche con i concerti. Oltre al mini-tour che hai citato (in cui partiremo l&#8217;11 per tornare dopo dieci giorni) ci saranno altre date fra qualche mese che ci porteranno un po&#8217; in tutta Europa, e in quell&#8217;occasione sbarcheremo nuovamente oltremanica.</p>
<p><strong>E per quanto riguarda altri concerti in Italia?</strong><br />
A cavallo di questi due viaggi all&#8217;interno del continente, dovremmo suonare un po&#8217; in giro per lo stivale. L&#8217;unica cosa che ci dispiace davvero è la difficoltà che incontriamo nel trovare date al di sotto di Roma.</p>
<p>La conversazione si interrompe &#8211; senza traumi &#8211; con il tastierista Liviano che chiede al cantante di firmare la discografia completa che alcuni ragazzi hanno nel frattempo acquistato e con un ragazzo dello staff che dispensa a tutti noi i tipici arrosticini di carne abruzzesi. Nonostante i pensieri vadano alle vendite in quel di Hollywood, i Jennifer Gentle se la cavano egregiamente anche in situazioni più &#8220;alla mano&#8221; e meno formali.</p>
<p>(fonte dell&#8217;immagine: http://farm4.static.flickr.com/3247/2710464478_d89d9bf821.jpg)</p>
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		<title>Intervista  ai Tinturia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 08:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/intervista-ai-tinturia/" title="Intervista  ai Tinturia"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=1112&amp;w=180" width="180" height="180" alt="Intervista  ai Tinturia" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Ecco i Tinturia: una band di monelli, come essi stessi si definiscono e come il nome stesso suggerisce. Di Mari e D&#8217;Amuri l&#8217;uscito cd uscito, che succede ai 5 precedenti lavori della band siciliana. Nell&#8217;intervista che leggerete qua sotto, abbiamo sviscerato varie questioni grazie alla cordialità del gruppo isolano.
P. Dei monelli quindi, come si evince [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.pillbox.it/intervista-ai-tinturia/" title="Intervista  ai Tinturia"><img src="http://www.pillbox.it/wp-content/plugins/yet-another-photoblog/YapbThumbnailer.php?post_id=1112&amp;w=180" width="180" height="180" alt="Intervista  ai Tinturia" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p>Ecco i <strong>Tinturia</strong>: una band di monelli, come essi stessi si definiscono e come il nome stesso suggerisce. Di Mari e D&#8217;Amuri l&#8217;uscito cd uscito, che succede ai 5 precedenti lavori della band siciliana. <span id="more-1112"></span>Nell&#8217;intervista che leggerete qua sotto, abbiamo sviscerato varie questioni grazie alla cordialità del gruppo isolano.</p>
<p><strong>P</strong>. Dei monelli quindi, come si evince dal vostro nome: avete importato questa sfacciataggine anche nella vostra musica?</p>
<p><strong>T</strong>. Si un po&#8217; monelli lo siamo . La sfacciataggine è un&#8217;arma che usa spesso Lello a fin di bene durante i concerti . Grazie a questa il nostro frontman riesce a stabilire un contatto simbiotico tra il<br />
pubblico e la band. Chi viene a sentire un concerto dei Tinturia è incoraggiato ed obbligato a sentirsi a casa propria.</p>
<p><strong>P</strong>: Emerge dall&#8217;ascolto di alcuni vostri brani una spiccata originalità, sembra che siate immuni da contaminazioni musicali esterne. C&#8217;è stata qualche band o qualche artista a cui vi siete ispirati?</p>
<p><strong>T</strong>. Chi fa musica di solito è una spugna che assorbe tutto quello che entra dalle proprie orecchie , lo immagazzina, lo elabora e lo fa riuscire fuori. La musica è un&#8217;onda , è un linguaggio universale tutti<br />
siamo ispirati da tutti.</p>
<p><strong>P</strong>. Di Mare e d&#8217;Amuri è una produzione a nostro avviso sintomatica della vostra polivalenza: un lavoro che contempla diverse tendenze musicali e il connubbio tra brani in italiano e dialetto siciliano. Come è nata l&#8217;idea?</p>
<p><strong>T</strong>. Questa polivalenza è dovuta soprattutto alla nostra tendenza ad essere disordinati , questo disco è stato registrato di getto e la nostra pigrizia non ci ha permesso di rendere un po&#8217; più omogeneo tutto il materiale . possiamo dire quindi che questa eterogeneità artistica non viene fuori da un&#8217;idea studiata a tavolino ma rispecchia la nostra personalità musicale</p>
<p><strong>P</strong>. La Sicilia è una realtà aperta e traboccante d&#8217;entusiasmo. Tuttavia, molti artisti spesso la ignorano limitandosi ad esibizioni nel nord e nel centro &#8211; nord del paese: pensate possa essere penalizzante per un gruppo del sud o del mezzogiorno cercare di sfondare in ambito musicale?</p>
<p><strong>T</strong>. In realtà la Sicilia è una regione molto florida per quanto riguarda la musica dal vivo . spesso è terra di conquista di molte band nazionali molto affermate. Il problema principale è invece quello che non vengono valorizzate le realtà musicali del posto. Non sarebbe male ad esempio fare precedere il concerto del super cantante o della super band di turno con l&#8217;esibizione del gruppo di punta della città.</p>
<p><strong>P</strong>. Che piaccia o no, Internet è oggi la principale piattaforma di condivisione e scambio di brani ed album: ritenete tale mezzo un&#8217;opportunità da sfruttare o una minaccia?</p>
<p><strong>T</strong>.  ….Piaccia piaccia….Considera che da quando internet è diventato il principe dei mezzi di comunicazione di massa l&#8217;artista può godere di privilegi maggiori , è meno schiavo delle case discografiche. Visto<br />
che ormai dischi non se ne vendono più, si punta molto di più sulla musica live, c&#8217;è maggiore interesse a promuovere le attività concertistiche. Il contatto diretto col pubblico si fa sempre più<br />
importante. Quasi mi viene da dire che la possibilità di potere registrare della musica su un supporto magnetico ha fatto del male alla musica. Pensa , prima dell&#8217;invenzione del fonografo quanto frenetica e piena di opportunità lavorative poteva essere la vita di un musicista. Per le feste non ce n&#8217;erano dischi da mettere , dovevi per forza chiamare l&#8217;orchestra.</p>
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