Attualità

Estate 2010: generazione “bite more”

Estate 2010: generazione
Attualità – 6 ragazzi su 10 hanno snobbano i soliti giri turistici e i costosi alberghi super lusso. Da Londra a Pechino, da New York a Formentera la tendenza dell’estate è stata la “Generazione Bite More”: giovani, tra i 18 e 35 anni, che sono partiti con zaino in spalla, fotocamera digitale e senza un programma ben preciso. La missione? “Mordere” ogni istante del loro viaggio
La crisi economica da un lato e la ricerca sempre di nuove emozioni dall’altro hanno cambiato il modo di viaggiare dei giovani che, quest’estate, hanno organizzato il viaggio in maniera insolita (63%). Gli addetti ai lavori la chiamano “Generazione Bite more” (letteralmente “mordi di più”) e sono loro che hanno “assaltato” le spiagge e le metropoli più belle del mondo, sfruttando mezzi super veloci e nuove tecnologie (67%). Ma chi sono e come viaggiano i Bite More? Provenienti da ogni parte del mondo, iper tecnologici (53%) e spinti da una voglia irrefrenabile di scoperta e avventura che li porta ad odiare l’all inclusive (48%). Sono amanti di sport come il surf e di serate passate intorno ad un falò o ad una festa con amici appena conosciuti (38%). Ma sono anche attenti e interessati al valore storico-artistico e culturale dei luoghi che visitano (46%), appuntando ogni avvenimento o incontro particolare nel diario di viaggio che portano sempre con sé (58%). Scelgono la meta da raggiungere quasi a caso e il loro abbigliamento è casual (71%). Non passano mai più di 3/4 giorni in un posto (61%) e cambiano almeno 3 mete durante il viaggio (47%). Parola d’ordine? Divertimento assoluto.
È quanto emerge da uno studio promosso da Motta Gelati e realizzato attraverso un monitoraggio internazionale su 1.800 utenti di web blog, forum, community specializzate sul turismo e sui più importanti social network, tra cui Facebook e Twitter. Inoltre si è chiesto un parere a 70 tra tour operator, gestori di hotel e sociologi su qual è stato il modo di viaggiare dei giovani quest’estate e sulle motivazioni alla base della loro scelta.
La crisi economica crea la “Generazione Bite More”. Ottimisti e socievoli per natura, hanno una spiccata voglia di avventura. Amanti dello sport e delle feste, si trovano a proprio agio in qualunque luogo e non sono maniaci della tintarella perfetta
Sono ormai lontani i tempi in cui bastava andare a pochi chilometri da casa per sentirsi appagati e pensare di aver passato delle splendide vacanze. Grazie ai nuovi mezzi di comunicazione e ai trasporti iper veloci che riducono vertiginosamente le distanze, cambia il modo di trascorrere le vacanze dei giovani (63%). E figlio dei tempi è il fenomeno esploso nell’estate 2010: la “Generazione bite more”. Giovani acculturati, pieni di vita e iper tecnologici che non hanno alcun limite spazio-temporale e che vivono le loro vacanze sfruttando ogni istante, saltando da una parte all’altra del mondo e pronti a qualunque tipo di esperienza (57%).
Ma qual è l’identikit del Bite More? Sono giovani con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, la cui unica missione è “mordere” la vita istante per istante, mai in modo banale ma cercando sempre nuove esperienze da condividere con amici o con compagni di viaggio di volta in volta occasionali che, come loro, non vivono in modo convenzionale (61%). Anche se la parola d’ordine dei loro viaggi è libertà a 360°, non sono alla ricerca di esperienze estreme, ma solo di emozioni pure (afferma il 53% degli esperti). Ecco perché non è difficile vederli il giorno prima dormire in una barca in spiaggia sotto le stelle e l’indomani trovarli che saltano e ballano nella festa più cool e alternativa di una metropoli. Non, però, uno dei soliti party “pettinati” e in cui trovi gente in vetrina che si osserva con il drink in mano e lo sguardo triste e annoiato, ma delle feste che possono anche trasformarsi in una lotta di cuscini o in giochi di gruppo, che l’indomani raccontano in spiaggia agli amici (secondo 4 intervistati su 10).
Cosa li spinge, dunque, ad intraprendere viaggi del genere? Secondo gli esperti, per i Bite More è fondamentale fare tutto ciò che li fa stare bene, senza seguire forzatamente le tendenze del momento (67%). Per viaggiare, infatti, hanno bisogno del minimo indispensabile: considerano il mondo casa loro (51%), sono a proprio agio in qualunque situazione (49%) e non si perdono mai d’animo (43%). Grazie al loro ottimismo sono capaci di trovare sempre la soluzione in ogni occasione, anche se dovessero arrivare in una città come Londra o Berlino con pochissimi soldi in tasca o ritrovarsi sperduti nel deserto del Sahara. Credono che tutto sia possibile e, anzi, la sfida li eccita (71%). Considerano le grandi città come degli immensi luoghi di incontri e di avventura, ma non tralasciano mai di apprezzare anche il valore artistico e culturale dei luoghi in cui si trovano (35%). In spiaggia, invece, non sprecano il loro tempo a cercare di avere la tintarella perfetta ma, amanti delle sfide, praticano sport come il surf o il beach volley (65%).
Un Bite More ha sempre con sè zaino, fotocamera digitale, lettore mp3 e diario di viaggio. Scelgono la destinazione da raggiungere quasi a caso e cambiano almeno 3 mete durante il viaggio, per andare in cerca di nuove emozioni
Lo stile è inconfondibile ed è quello di chi, pur non ostentando, ha sempre l’abbigliamento giusto e adatto al contesto in cui si trova (come sostiene il 67% degli esperti). Li vedi in giro per le più belle città del mondo, da Berlino a Parigi, da Amsterdam a Londra e li puoi riconoscere per il loro look: t-shirt, jeans o bermuda colorati, felpa con il cappuccio e sneakers, cartina in mano e l’atteggiamento classico di chi ha voglia di conoscere e scoprire un luogo mai visto prima (44%). Quando invece sono in spiaggia sono quelli che, infradito ai piedi e costumi molto colorati, si cimentano nelle attività più divertenti ed emozionanti che possono essere fatte in spiaggia (51%). Sono, infatti, “Bite More” i surfisti che vedi cavalcare le onde o i giocatori di beach volley che si esibiscono in tuffi o acrobazie particolari durante una partita tra amici (39%). La sera sono quei gruppi di ragazzi che si riuniscono intorno ad un falò, cantando e bevendo qualcosa in allegria, oppure in qualche festa improvvisata a casa di qualcuno appena conosciuto (42%).
Ma quello che li rende realmente riconoscibili sono alcuni accessori immancabili e necessari per un Bite More. Innanzitutto lo zaino a spalla, dentro il quale portano sempre con sè il minimo indispensabile, che gli permette di essere pronti ad ogni evenienza ed impeccabili in ogni circostanza come: occhiali da sole, telo mare e cappellino (65%). Una cosa della quale non si priverebbero mai è la fotocamera digitale, grazie alla quale riescono a riportare a casa alla fine del viaggio tutti i volti degli amici incontrati e conosciuti, con i quali hanno condiviso momenti magici e indimenticabili, e i luoghi più belli visitati (78%). Immancabile per un vero Bite More anche il diario di viaggio, una piccola agenda nella quale trascrivere e appuntare tutte le emozioni provate e  raccogliere le dediche degli amici incontrati (55%). Infine, non possono fare a meno del lettore mp3, la colonna sonora che li accompagna durante le giornate estive e dà il giusto ritmo al loro viaggio (47%).
La scelta della meta avviene quasi per caso, tanto per loro spesso rappresenta solo il punto di partenza di un viaggio che può riservare qualunque sorpresa e che può portare anche in luoghi impensabili (come sostiene il 51% degli esperti). Secondo un “Bite More”, infatti, bisogna essere sempre pronti a spostarsi e leggeri per poter visitare a fondo i posti nei quali ci si trova (33%). Non sono fissati con delle mete in particolare, ma riescono a trarre il meglio da ogni posto, in base a ciò che offre e alle peculiarità che lo caratterizzano (53%).
fonte: BocconiTrovato&Partners

Attualità – 6 ragazzi su 10 hanno snobbano i soliti giri turistici e i costosi alberghi super lusso. Da Londra a Pechino, da New York a Formentera la tendenza dell’estate è stata la “Generazione Bite More”: giovani, tra i 18 e 35 anni, che sono partiti con zaino in spalla, fotocamera digitale e senza un programma ben preciso. Continua

Le insidie delle vacanze

Le insidie delle vacanze

Messaggio – E’ un momento importante. Agosto è il posto dell’anima in cui si annida la pigrizia degli umani, che hanno paura di essere umani (cit. Marta Sui Tubi). Continua

Provato per voi: Lancio con il paracadute da 4.500 metri

Provato per voi: Lancio con il paracadute da 4.500 metri

News - Cari amici di PillBox, se siete alla ricerca di emozioni uniche, se il vostro sogno sin da bambini è stato imitare Superman e volteggiare nel blu ancora più blu, allora abbiamo quello che fa per voi: Continua

Il mondo della moda salverà il mondo?

Il mondo della moda salverà il mondo?
Attualità – Il mondo è finito o sta per finire? Il mondo della moda si è svegliato dal torpore consumistico e ha deciso
di realizzare il documentario (HOME, visibile sull’homepage di pillbox.it).
We are living in exceptional times. Scientists tell us that we have 10 years to change the way we live, avert the depletion of natural resources and the catastrophic evolution of the Earth’s climate.
The stakes are high for us and our children. Everyone should take part in the effort, and HOME has been conceived to take a message of mobilization out to every human being.
For this purpose, HOME needs to be free. A patron, the PPR Group, made this possible. EuropaCorp, the distributor, also pledged not to make any profit because Home is a non-profit film.
HOME has been made for you : share it! And act for the planet.
Yann Arthus-Bertrand
HOME official website
http://www.home-2009.com
PPR is proud to support HOME
http://www.ppr.com
HOME is a carbon offset movie
http://www.actioncarbone.org
More information about the Planet
http://www.goodplanet.info

Attualità – Il mondo è finito o sta per finire? Il mondo della moda si è svegliato dal torpore consumistico e ha deciso di realizzare il documentario HOME, visibile sull’homepage di pillbox.it. Continua

Carla ed Enzo rispondono su PillBox

Carla ed Enzo rispondono su PillBox
News – A sorpresa Carla ed Enzo rispondo alla mini community di appassionati del programma “Ma come ti vesti?”
nata sul nostro sito. Ora sappiamo che anche i due noti conduttori conoscono il nostro canale genuino di musica e cultura indipendente.
PillBox rocks!
News – A sorpresa Carla ed Enzo rispondo alla mini community di appassionati del programma “Ma come ti vesti?”
nata sul nostro sito (http://www.pillbox.it/ma-come-ti-vesti/) Continua

Il più bel tema di maturità 2010

Il più bel tema di maturità 2010
Di mattina è presto per fare quasi tutto, ma è sempre troppo tardi per ricordarsi che un giorno è passato e non tornerà più: tranne che in rare e
significative eccezioni. Il vento scompiglia i rami che stanno fermi davanti a casa mia da almeno vent’anni. Ed è colpa mia se siamo diventati indifferenti,
più stupidi, egoisti e meno intelligenti: come direbbe il Pierpaolo Capovilla de Il teatro degli Errori. Ed ho un fretta incredibile di scappare dalla sveglia
martellante che alle sette di mattina mi ricorda che la vita è una metropolitana affollata e rumorosa, un malditesta ricorrente, un mal di culo costante.
Lo vedo negli occhi di mio padre che ha cinquant’anni ed è un vecchio felice rudere della sua generazione di perdenti onesti.
Ed è colpa mia se i Golia che mi hanno generato mi hanno fatto così grande e così inutile (Majakoskij). La domanda ricorrente è: perchè andare a studiare
altri cinque, sei anni per finire a telefonare a mia zia e venderle aspirapolvere, alimentari scadenti, noia e consumo.
Produci, consuma, crepa, leggevo qualche giorno fa su un giornale e il vento scompigliava forte i rami degli alberi e i miei pensieri tristi.
Mi nutrivo e mi nutro tutt’ora di inutili fantasie ma se non sparo con quale chitarra riuscirò ad aprire il cuore degli uomini?
Con quale accordo posso provare a non produrre e consumare come una zecca prepotente, a non desiderare il potere e i soldi che ci dannano l’anima.
Ed è colpa mia se ho vent’anni e non me ne frega niente di tutte le bugie della televisione.
Ed è colpa mia se l’amore ha un volto, un nome e un colore che non riesco a resistere e che vorrei corrergli dietro e gridargli ti amo. Ma la paura ha un
nome, un volto ed un colore. Lo sanno bene i miei nonni che si ricordano che paura faceva quel signore pelato che parlava come i pazzi ai pazzi da un palazzo
alto alto che fa paura a guardare giù nell’abisso di quell’uomo da niente e che voleva tutto. Il famoso ventennio lo abbiamo anche studiato in classe, ma
ho degli amici che disegnano ancora la svastica sul banco, o la falce e il maltello come se servissero a qualcosa. Come se la storia gli fosse rimasta
indifferente.
Ma a è colpa mia se non gliene importa a niente a quegli esaltati che parlano tanto e che alla fine se tornano sempre a casa a dormire sotto le lenzuola profumate
della mamma che li consola e li nutre. Altro che comunisti, altro che fascisti, altro che uomini a vent’anni non sei quasi niente a malapena ti riconosci allo specchio.
L’amore serve alla musica e viceversa. L’amore lo ascolto quando suono la chitarra e sono chiuso in camera mia. La musica si nutre di quel viso e di quelle
mani così vicine e così lontane che tutti i giorni si avvicinano sempre di più e che tutti i giorni si allontano di un metro, un metro e mezzo.
Dove si nasconde il coraggio a vent’anni? Nella musica. Nella sbronza che mi prendo il sabato sera e che poi non ho il coraggio di tornare a casa in motorino.
Il coraggio è la domenica pomeriggio davanti alle partite, in silenzio. Il coraggio è lunedì mattina che il tempo è passato e ti senti vuoto come una lattina
di coca-cola che ti sei bevuto tutto d’un fiato e ora della lattina non te ne fai niente. Il coraggio è venire a scrivere questo tema per della gente che
neanche conosco e che non mi interessa conoscere. Leggetevelo il mio tema sulla musica. La musica è morta di soldi ma mi tiene in vita. Chissà se voi
professori sareste in grado di inveire contro la morte dell’arte, della cultura, della musica che avete contribuito a uccidere con l’indifferenza, l’apatia.
Ci avete trattato per cinque anni come dei cornuti, dei cialtroni e in parte lo siamo o lo siamo stati. E mentre ci fregavano il cervello con la televisione
voi dove eravate? In qualche club mediteranè a farvi spellare come polli? Da qualche amante? Al bar con gli amici? Ed è colpa mia se mi trovo su questo banco
che a vederlo gli daresti un bacio per quanto è sicuro, retto e onesto con la gamba che balla, senza lifting e senza i capelli tinti. E mi trovo a scrivere
di musica e società per chi? Per che cosa? Per la pensione mia o di mio nonno? Perchè non mi alzo e vi vengo a prendere tutti a calci nel sedere?
Ed è colpa mia.
Attualità – Di mattina è presto per fare quasi tutto, ma è sempre troppo tardi per ricordarsi che un giorno è passato e non tornerà più: tranne che in rare e significative eccezioni. Continua

Alimenti OGM: otteniamo i fatti prima!

Alimenti OGM: otteniamo i fatti prima!

Attualità – La Commissione Europea ha appena approvato la coltivazione di OGM in Europa, ignorando le preoccupazioni dell’opinione pubblica. Ho firmato una petizione per una riccerca indipendente ed una moratoria sullo sviluppo dei raccolti OGM. Continua

Petizione contro la legge bavaglio: firmate!

Petizione contro la legge bavaglio: firmate!
Attualità – Cari Amici di tutta Italia,e’ scandaloso tra pochi giorni, il Parlamento potrebbe approvare una legge che renderebbe intoccabili il governo — e tutti i politici– da ogni indagine in materia di corruzione!
La coalizione guidata da Berlusconi sta tentando ancora una volta di far passare la cosidetta  ”legge bavaglio”, che limiterebbe terribilmente i poteri del nostro sistema giudiziario nella lotta al crimine e alla corruzione e imporrebbe pene draconiane a editori e giornalisti  che osassero documentare le responsabilità dei politici.
I Parlamentari sono sotto un’enorme pressione perchè appoggino il disegno di legge; dimostriamo loro che è in gioco la loro reputazione! Già 220.000 Italiani hanno richiesto al Senato di respingere la “legge bavaglio” e difendere la nostra democrazia  – cerchiamo di raggiungere le 300.000 firme questa settimana  – clicca qui per firmare, e poi inoltra questa email a tutti i tuoi contatti e noi consegneremo la petizione direttamente ai Parlamentari e attraverso i media:
http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio/98.php?CLICKTF
Ora che non sono più sui titoli dei giornali recenti scandali di tangenti, gli scandali sessuali e quello dello sfruttamento del terremoto dell’Aquila a fini di arricchimento personale, il governo Berlusconi sta tentando ancora una volta vergognosamente di riproporre misure per restringere il controllo giudiziario – come per esempio l’uso delle intercettazioni telefoniche – che erano già state respinte dal Parlamento 2 anni fa, e anche di intimidire editori e giornalisti.
In questi anni hanno cercato sistematicamente di consolidare il loro controllo sui media e l’opinione pubblica, di ottenere l’immunità giudiziaria per le alte cariche dello stato e di limitare il raggio d’azione delle leggi in materia di corruzione.
Se la “legge bavaglio” verrà approvata, non potremo più raccogliere prove necessarie nei processi per corruzione e un pilastro fondamentale della nostra democrazia verrà demolito. Firma la petizione, clicca qui in basso e inviamo questo messaggio a tutti i nostri amici e familiari:
http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio/98.php?CLICKTF
Siamo sempre più numerosi in tutta Italia  – giornalisti, avvocati, e comuni cittadini — a dichiaraci pronti a difendere attivamente la nostra democrazia e le libertà sancite dalla nostra Costituzione. Uniamoci per sollevare le nostre voci per spingere le istituzioni a lavorare per il bene comune. Clicca qui in basso e inoltra questa email a tutti i tuoi contatti:
http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio/98.php?CLICKTF
Con speranza e determinazione,
Guido Scorza e il Team di Avaaz
Per ulteriori informazioni::
L’appello contro la “legge bavaglio” sulle intercettazioni; hanno già aderito quasi 220.000 persone, gruppi, sindacati e associazioni:
http://nobavaglio.adds.it/
La pagina su Facebook “Libertà è partecipazione” sulla quale è stato lanciato l’appello contro la legge bavaglio:
http://www.facebook.com/nobavaglio?v=wall
La Repubblica, articoli e info: La legge bavaglio:
http://www.repubblica.it/rubriche/la-legge-bavaglio/

Attualità – Cari Amici di tutta Italia, e’ scandaloso tra pochi giorni, il Parlamento potrebbe approvare una legge che renderebbe intoccabili il governo, e tutti i politici, da ogni indagine in materia di corruzione! Continua

La Milano del futuro più consumer e meno colta

La Milano del futuro più consumer e meno colta
L’esempio: il Teatro San Babila, una roccaforte milanese a rischio di espugnazione
Il centro di Milano, il fulcro del capoluogo, sta cambiando faccia. E così, se una volta era sinonimo di cultura, con i suoi preziosi teatri, i cinema multisala all’avanguardia e le numerose librerie, oggi è radicalmente mutato, seguendo logiche più consumistiche, perdendo per strada il bagaglio erudito proprio della cittadinanza.
Forse sono cambiate le persone che la abitano, forse ci si sta focalizzando troppo sui turisti che a una rappresentazione teatrale preferiscono poter spendere i loro soldi per comprare un vestito in una boutique, o forse, più semplicemente, si sono persi importanti valori.
Una perla che si rischia di perdere è il Teatro San Babila di Milano: un tempo considerato anima viva dei salotti buoni meneghini, il Teatro fu voluto niente meno che da Papa Paolo VI (allora Arcivescovo di Milano, succeduto a Schuster). Costruito nel 1964 dall’architetto Gottardi, richiede oggi alcune opere di ammodernamento (sono stati investiti € 400.000 per la ristrutturazione della struttura e dell’arredo), ma per quanto riguarda la programmazione è assolutamente splendente.
A minare il futuro della Direzione però  sono i proprietari dei locali: non una multinazionale o un classico imprenditore che ha intravisto lo spazio per un nuovo centro commerciale, ma la curia, con lo sfratto pendente realizzato nel 2009 dall’arciprete della parrocchia, il Monsignor Gandini.
Il motivo principale sembra sia riconducibile ai gusti personali del Monsignore (ed anche a alcuni fedeli), al quale non sono stati graditi alcuni spettacoli, considerati troppo distanti dai grandi classici, e non all’altezza dello spazio occupato.
In realtà, quello che il Direttore Gennaro D’Avanzo sta facendo dal 2002 (anno del suo arrivo), è di lanciare una ciambella di salvataggio non solo al San Babila, ma al teatro milanese in generale.
Capendo che la kermesse teatrale in senso stretto al giorno d’oggi non regge più da sola, D’Avanzo ha rinnovato la programmazione, inserendo anche qualche azzardo ben riuscito.
A JAZZ STORY: Il 28 e 29 aprile scorso, per esempio, il Teatro San Babila ha realizzato “A jazz story”, un grande concerto eseguito dalla “Swing Time Big Band”. 21 elementi tra trombe, tromboni, saxofoni e ancora percussioni, batteria, pianoforte, basso, chitarra: una perfetta rievocazione delle grandi band americane degli anni ’40, un tributo a grandi compositori del passato come Duke Ellington, Glenn Miller.
Un tuffo nel passato di due ore, magistralmente diretti dal maestro Alberto Caiani. Una sfida diretta ai club di moda, alle serate mondane, un fazzoletto sventolato nell’aria in direzione dei ragazzi della Milano da bere, per richiamare l’attenzione su un luogo che non deve essere sinonimo di pesantezza, ma di allegria e convivialità.
Il prossimo appuntamento al Teatro San Babila è con “Il Barbiere di Siviglia” (dal 25 al 30 maggio e il 5 – 6 giugno 2010), la celebre opera di Rossini, nella speranza che Figaro, il “factotum della città”,  piaccia maggiormente al Monsignore rispetto alla dolcissima “Moonlight Serenade” di Miller.
Per il momento dalla parte della Direzione D’Avanzo ci sono gli oltre 3.000 abbonamenti per stagione, ma un capitolo importante della storia del San Babila si scriverà il 3 febbraio 2011, quando verrà realizzata la prima udienza riguardante lo sfratto, e allora si capirà se i tempi sono abbastanza maturi per far tornare Milano a riecheggiare con i fasti di un tempo.
Attualità – L’esempio: il Teatro San Babila, una roccaforte milanese a rischio di espugnazione. Il centro di Milano, il fulcro del capoluogo, sta cambiando faccia. Continua

Il passato è una terra straniera

Il passato è una terra straniera
Libri – Quanti sono finiti a passaggiare sui rasoi di un’esistenza torbida ed esaltante negli anni dell’università?
Quanti giovani borghesi di noiosa famiglia hanno sperimentato l’ebrezza lussoriosa e cupa della vacuità del mondo?
Il nulla è esistito nei giorni agrodolci di molti inesperti bohemien e aveva lo sguardo intrigante del famoso
ritratto di Jim Morrison, il suono del rock più consapevole e il sapore del quarto negroni delle sette e trenta (p.m.).
Forse proprio in quei momenti i vecchi senza esperienza (leggi i giovani borghesi) hanno scoperto che il mondo,
come lo conosciamo negli anni zero è un’inculata senza vaselina che arriva da dietro, dai nati vincenti,
dai vecchi stronzi, dai fottuti figli di e raccomandati vari. “Non è il tempo che perde, non sono le zanzare,
non è il cibo meschino, non basterebbe a un cane, non è il nulla del giorno che piano sprofonda nel vuoto
della notte. Sono le menzogne! Che ti rodono l’anima.” (A sangue freddo, Il teatro degli orrori)
E’ ovvio che non basta lamentarsi, bisogna lottare per sconfiggere il nulla dei giorni nostri e ci vuole impegno:
cultura, condivisione, coraggio.
Questo impegno manca nello sconfitto Giorgio, protagonista del romanzo “Il passato è una terra straniera” di Gianrico Carofiglio.
Troppo impegno e poca grazia per il co-protagonista Francesco, biscazziere, truffaldino, baro e pure peggio. Il coraggio è assente nelle
giornate tormentate dell’antagonista, il giovane tenente Chiti. Nessuna pietà per questi tre personaggi che animano un romanzo eccellente che si fa
divorare nonostante la collocazione storico-geografica nel
quale è ambientato: una terrificante Bari di fine anni Ottanta. Bari potrebbe essere la personificazione del decennio (gli ottanta) più kitsch
della storia italiana. Una città bella come Umberto Smaila e interessante come Colpo Grosso ai tempi di youporn.
Un libro da leggere e che si fa leggere.
PS: dal libro è trato il film di Daniele Vicari con Elio Germano… alla scoperta!

Libri – Quanti sono finiti a passaggiare sui rasoi di un’esistenza torbida ed esaltante negli anni dell’università? Quanti giovani borghesi di noiosa famiglia hanno sperimentato l’ebrezza lussoriosa e cupa della vacuità del mondo? Continua

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