Toti Poeta: lo stato delle cose

Toti Poeta: lo stato delle cose

Intervista - Toti Poeta vive di ciò che più gli piace, non è affetto dalla sindrome da vittima discografica e ci manda segnali di rinaschita musicale con il suo ultimo album “Lo Stato delle Cose”.
PillBox: Come si forma il giovane cantautore siciliano Toti Poeta e cosa lo ha avvicinato alla musica?
Toti Poeta: Come nelle migliori delle tradizioni fu mio nonno ad avvicinarmi alla musica… Dopo aver provato a mandare a lezione di pianoforte mezza famiglia, finalmente trovò in me l’enfant prodige da instradare nel mondo sette note. Così a sette anni iniziai gli studi di pianoforte.
Crescendo scoprii che le mie mani potevano muoversi sui tasti bianchi, e a volte anche sui neri, indipendentemente dalla partitura che mi stava davanti, e che quella era una sensazione di libertà assoluta e di grande sfogo.
Dai quattordici anni in poi fu un susseguirsi di gruppi e anche di strumenti, passai dagli organi al basso, dalla batteria alla chitarra.
La voglia di scrivere, anche se in modo ancora acerbo, prendeva il sopravvento. Da quel momento non ho più smesso di farlo.

PillBox: Il tuo secondo album, Lo stato delle cose, è una bella sfida dati i tempi che sta affrontando il mercato discografico: come vedi il tuo futuro da cantautore indipendente?
Toti Poeta: Non ho mai ragionato in termini di sfida, volevo realizzare esattamente il disco che avevo in mente e così ho fatto.
Tutte le scelte fatte per la realizzazione del disco erano finalizzate ad uno scopo artistico e non commerciale.
Capisco che possa sembrare una scelta suicida, ma può anche dare notevoli soddisfazioni.
In futuro chissà che la gente non riesca ad appassionarsi ai contenuti e non alle coreografie…

PillBox: Parliamo delle tue canzoni: 9 tracce davvero interessanti. Raccontaci come sono nate.
Toti Poeta: Un giorno, mentre attraversavo lo stretto di Messina, tentai di ricordare quante volte avevo percorso quel tratto di mare. Lo sforzo mentale fu inutile da un punto di vista statistico però iniziai a pensare che ogni volta che partivo e tornavo a casa maturavo nuovi pensieri e intravedevo le cose in modo diverso, da lì nasce il filo conduttore de “Lo stato delle cose”. Le nove tracce parlano di esperienze vissute o riflessioni su fatti che mi hanno colpito in questi ultimi due anni.

PillBox: Chi ti è stato più vicino durante la realizzazione dell’album? Di chi non avresti potuto fare a meno per portare a termine il lavoro?
Toti Poeta: La realizzazione dell’album è stata un viaggio, alcune parti sono state registrate a Roma, altre in Sicilia, il mastering è stato effettuato a Roma.
A ogni tappa c’era sempre un amico in attesa di aggiungere un pezzo di sè al disco.
Credo che tutti siano stati fondamentali: i musicisti, i fonici e i tecnici.

PillBox: Quali sono le principali difficoltà che incontri quando scrivi una canzone?
Toti Poeta
: Di solito non ne incontro! Forse perché non mi sono mai forzato di scrivere qualcosa.
Capita che un motivetto con poche parole inizi a girarmi in testa e da lì parte lo spunto su cui lavorare.
La prima stesura del pezzo avviene nel giro di pochi minuti, poi a mente lucida viene affinato.

PillBox: Qual è il posto in cui preferisci suonare (città, locale, etc.)?
Toti Poeta
: Sono sempre stato affascinato dai concerti nei club, intendendo per club non il “buco”, ma un posto con un bel palco, una buona acustica e 500 persone scalpitanti.
I migliori concerti li ho visti e li ho fatti in questo tipo di location; credo ci sia più sinergia con il pubblico e maggiore attenzione rispetto ai grandi palchi all’aperto dove, a mio avviso, si perde un po’ di magia.

PillBox: Se potessi far sparire qualcuno dal panorama discografico odierno chi sceglieresti? (almeno 5 nomi)
Toti Poeta
: Mmmm… non è facile rispondere a questa domanda!
Facciamo sparire: Gigi d’Alessio e la sua cara consorte Anna Tatangelo, Paolo Meneguzzi, La musica dance e house in generale, i Tokio Hotel, i Dari e i Sonohra.
Sembrava difficile ma più ci pensavo e più me ne venivano in mente, mi fermo qui.
Aspetta aspetta, e… Povia.

PillBox: Devo comprare quattro cd per arricchire la mia collezione: cosa mi consigli?
Toti Poeta
: Neon Golden dei The Notwist; ok computer dei Radiohead; Anime Salve di Fabrizio De Andrè; “L’air de rien” di Tete; “Dear Catastrophe Waitress” dei Belle & Sebastian.

PillBox: Qual è il tuo stato d’animo oggi?
Toti Poeta: Non devo metterci la faccina con scritto annoiato, felice, simpatico, distrutto, etc., vero?
E’ un bel momento ricco di spunti positivi, il disco riscuote consensi e questa è una cosa molto gratificante.
Sto curando la produzione artistica del disco di  un cantautore emergente e programmando il nuovo tour che partirà a metà marzo.
Al momento mi ritengo molto soddisfatto e fiducioso per il futuro.
Vivo di ciò che più mi piace e, vi assicuro, vivo felice.

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Tag: discografia, frac, freak, indipendente, intervista, lo stato delle cose, Musica, toti poeta

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